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giovedì, Ottobre 1, 2020
Home Cronaca/Politica Adesso anche la finanza creativa…. di Angelo Levis

Adesso anche la finanza creativa…. di Angelo Levis

Il buon Roccon cavalca l’onda della finanza creativa, quella che fino a pochi anni fa ha messo in ginocchio tanti comuni e, soprattutto, che verrà pagata dalle generazioni future.
L’assemblea Bim Gsp ha rinviato il bilancio di previsione. Finalmente i sindaci iniziano a porsi qualche interrogativo e mettono in atto lo strumento del “controllo analogo” (ossia di tutte quelle attività che consentono ai sindaci l’ingerenza sulla società, non solo sotto un profilo formale bensì sostanziale, anche sulle politiche aziendali). La materia indubbiamente è complicata, intricata ed è sufficiente che non venga portato alla luce qualche piccolo tassello per non mettere in condizione chi deve decidere, di poterlo fare serenamente e con cognizione di causa.
Lo hanno dimostrato i 50 milioni di euro di esposizione delle banche, dei quali pressoché nessun amministratore locale era a conoscenza e che sono stati “scoperti” solo dalla tenacia del Presidente Bottacin.
L’assemblea di Bim Gestione Servizi di lunedì scorso ha dato mandato al Consiglio di Amministrazione di valutare la possibilità di cedere Energie Comuni e Reti Gpl a Bim Infrastrutture Spa. Operazione che farebbe ipoteticamente ottenere a Gsp tra i 5 e gli 8 milioni di euro.
Di fatto si tratta di un passaggio di liquidità da una società all’altra, ma sempre all’interno del Bim, con il rovinoso risultato finale che Bim Gsp (che nella migliore delle ipotesi con 8 milioni di euro potrebbe coprire solo il 16% del proprio fabbisogno di liquidità, valutato ad oggi!) si troverà depauperata delle uniche branche che non creano deficit. E, ancor di più, qualora dovesse essere confermata la necessità della gara pubblica per la gestione del servizio idrico integrato (come prevede l’attuale normativa), Gsp avrebbe ben poche credenziali da far valere. Di cosa potrebbe vantarsi a quel punto? Di aver ridotto la propria esposizione con le banche tanto da farla arrivare ad essere solo di 42 milioni di euro? O si vanterebbe di aver depauperato il proprio bilancio delle uniche attività che funzionavano? A quel punto l’acqua dei bellunesi andrebbe in mano di un’altra società per azioni, con buona pace dei dipendenti di Gsp e dei cittadini.
Sono proprio curioso di prendere conoscenza di quanto verrà scritto nella relazione sulla fattibilità (e soprattutto di chi la scriverà) dell’operazione di cessione che, quasi da divino profeta, credo non farà altro che lodare l’attività di Gsp e sosterrà a gran voce la cessione.

Angelo Levis
Capogruppo I.D.V. consiglio provinciale

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