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Fotovoltaico. La Regione chiede nuove regole. Conte: “le energie rinnovabili sono il nostro futuro”

“La Giunta regionale del Veneto si farà promotrice dell’approvazione in Consiglio regionale di una mozione per far presente al Governo la necessità di modificare il decreto Romani che ha tagliato gli incentivi al settore fotovoltaico, con un metodo che nei fatti è retroattivo, e di procedere a questa modifica al più presto, nel giro di giorni e non di settimane, per offrire al settore produttivo la certezza normativa senza la quale rischia di scomparire”. E’ quanto ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte al termine dell’incontro di stamani tra amministratori locali, regionali e parlamentari padovani per fare il punto sulla pesantissima crisi occupazionale provocata dal decreto Romani dell’inizio di marzo che ha improvvisamente revocato gli incentivi che sostenevano il settore fotovoltaico. “La crisi nucleare in Giappone – ha ricordato l’assessore regionale –  i conflitti in Nord Africa, e in particolare la guerra in corso in Libia, ci impongono una seria programmazione della nostra politica energetica.  Non possiamo lasciarci sfuggire per miopia le grandi sfide della green economy, la possibilità di diminuire la nostra dipendenza di approvvigionamento di energia dall’estero”.
“Abbiamo ascoltato stamani – ha detto Conte – il grido di allarme degli imprenditori e dei sindacati delle aziende padovane del fotovoltaico, 4.000 addetti in un distretto che non ha pari in Italia. Ci hanno detto che la conseguenza del decreto governativo è stata lo stop della loro attività, che le banche hanno bloccato il credito e che già i primi lavoratori sono entrati in cassa integrazione. E’ chiaro che il tempo è un fattore cruciale per salvare un distretto che il territorio padovano ha costruito con fatica negli anni, per non disperdere maestranze che non sarebbero più recuperabili”. “Le proteste degli imprenditori e dei lavoratori del settore fotovoltaico – afferma l’assessore Conte – sono più che condivisibili: non si tratta di una protesta corporativa, ma della costruzione di futuro pulito di indipendenza energetica. Le energia pulite sono certo costose, ma comportano anche molti vantaggi, soprattutto nel lungo termine. Gli interventi di sostegno a questo settore sono investimenti che verranno abbondantemente ripagati nel tempo”. Nel padovano ci sono una trentina di aziende che si producono impianti fotovoltaici, tra queste spiccano la Solon Spa, Helios, Ecoware, Schuco, XGroup, Espe e Tim Power. “Sono – ha concluso Maurizio Conte – posti di lavoro e competenze da difendere, e non solo per motivi occupazionali. Il nostro futuro è nelle energie rinnovabili: la ricerca applicata in questo settore, a partire dal fotovoltaico, va sostenuta con regole certe”.

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