Alcuni operatori commerciali del settore alimentare ci hanno segnalato di essere stati contattati telefonicamente da persone che, con varie qualifiche (a volte difficilmente intellegibili) hanno chiesto informazioni circa procedure e adempimenti relativi alla normativa igienico-sanitaria. In alcuni casi, all’indagine telefonica è seguita la proposta di frequenza a corsi di vario genere.
Premettendo che, in base alle informazioni assunte, tali soggetti non sono parte del sistema di controllo pubblico (ULS, SIAN, ecc.) ma svolgono attività private di consulenza o formazione, si ricorda che presso i Servizi Igiene degli Alimenti delle ULS 1 e 2 e, naturalmente, presso le segreterie dell’Ascom provinciale, possono essere richieste informazioni dettagliate circa gli obblighi da ottemperare in materia al fine di valutare al meglio eventuali proposte formative.
Nei mesi scorsi vi è stato, in effetti, un continuo susseguirsi di adeguamenti normativi – soprattutto relativi al sistema di etichettatura dei prodotti alimentari, alla tracciabilità dei prodotti stessi e al sistema di rapporto con gli enti competenti in materia sanitaria per l’apertura di esercizi di vendita o somministrazione di alimenti e bevande – che può aver disorientato gli operatori economici.
L’Associazione, consapevole del disagio indotto da queste novità, riconosce tuttavia agli uffici pubblici di aver dimostrato, ora come in passato, la massima disponibilità a lavorare in modo efficace per consentire alle aziende di poter operare con professionalità e nel rispetto sostanziale delle norme.
Ad ulteriore conferma di questo impegno segnaliamo che, nelle prossime settimane, sono in programma incontri specifici per operatori del settore ristorazione tenuti da funzionari dell’ULS per affrontare i temi del corretto applicazione delle normative europee in materia di igiene degli alimenti e buona prassi igienico sanitaria.
