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domenica, Giugno 20, 2021
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La scure di Prade si abbatte anche sul Filo d’Arianna

Chi negli ultimi 15 anni non ha mai assistito ad uno spettacolo del Filo d’Arianna Festival? Chi, nemmeno per sbaglio, si è imbattuto in una rappresentazione mentre era in piazza, in stazione, al Piave? Chi vive Belluno, chi culturalmente la ama ha vissuto le emozioni che ha regalato il Tib teatro col Filo. Ma il Tib teatro si ritrova ferito dall’amministrazione Prade e trova sostegno solo nei suoi simpatizzanti. Che sono tanti. Il Filo d’Arianna 2010 non ci sarà. Nel salutare il Filo d’Arianna e, un anno fa la stagione di teatro d’autore Doc, apertasi con Dario Fo, «intendiamo manifestare tutta la nostra preoccupazione per il futuro della cultura nella nostra città», è esplosa Daniela Nicosia, «se il Tib, dopo tanto lavoro profuso per questa città, deve subire tutto questo, anche in virtù di slogan creati ad hoc per offendere l’onestà del lavoro e per gettare discredito sul merito, che invece ci viene riconosciuto trasversalmente da tutti i bellunesi, ci chiediamo se la parola merito abbia ancora un senso. Se da parte dell’ente locale è venuta meno la condivisione del progetto Tib (decurtato del 75% dei finanziamenti ben prima dell’ultima finanziaria) chiediamo che siano comunicate con chiarezza alla città le nuove scelte in questo ambito». Manca «la condivisione dei progetti con l’amministrazione comunale, non si pretendono soldi, ma che che almeno vengano sostenuti i progetti», ha spiegato, amareggiato, il presidente della cooperativa del Tib, Labros Mangheras. «A 15 anni si ha tutta la vita davanti e non si ha voglia di morire», ha riassunto il direttore artistico Daniela Nicosia, con tono che si addice ad una vera e propria tragedia greca, ma in salsa bellunese, quella che di fatto sta vivendo la cooperativa del Tib teatro di Belluno. Ma la delusione la si è letta soprattutto tra i molti partecipanti che sabato mattina hanno visitato la sede del Tib di via Caffi. Affezionati, aiutanti, amici, appassionati di teatro che ieri hanno letteralmente invaso la sede, dove erano state esposte foto e locandine di tutto ciò che è stato prodotto dal Tib negli ultimi 16 anni. Nei video dei computer scorrevano le immagini degli spettacoli che la rassegna estiva del Filo d’Arianna, mirata a valorizzare il territorio, ha messo in scena. «Sedici anni fa nasceva a Belluno Tib Teatro – ha spiegato Daniela Nicosia -. Mission della cooperativa, quella di svolgere un lavoro territoriale di base al fine di operare per la diffusione e il radicamento della cultura teatrale nella nostra provincia». Un’attività complessa: 1200 spettacoli per la città per circa 360 mila spettatori. 132 repliche di «Polvere ovvero la Storia del Teatro», che è valso alla città il Premio nazionale della critica. É anche stato scelto per la Biennale di Venezia 2006. Anche Comincio dai 3 è a rischio. «Da dicembre, siamo in attesa del rinnovo della convenzione, rispetto alla quale, finora, abbiamo avuto solo rassicurazioni e promesse da parte dell’amministrazione comunale». «Oggi conta più di 12 mila presenze, 107 laboratori realizzato a Belluno e provincia, che si districano in interventi di sensibilizzazione al teatro, prove aperte per gli studenti, corsi per insegnanti». «Comincio dai 3 che per più di un decennio è stato un punto fisso sparirà come neve al sole. L’indignazione mista a rabbia mi fa pensare che oggi è una triste giornata per i bellunesi – ha commentato amaramente Biagio Giannone, del comitato genitori delle Gabelli – per la cultura ma soprattutto per i nostri figli». Presenti anche i consiglieri del Pd Marco Perale e Jacopo Massaro. «Per tre cantieri in più si è sforato il patto di stabilità e è stato suicidamente stupido», ha detto Perale, mentre Massaro «sembra che siamo assuefatti ad una società in caduta». Ora della magia del Festival che ha emozionato migliaia di spettatori rimane solo un Filofilm che continua a regalare le emozioni degli spettacoli. Solo un Film. E il fiocco scartato di un filo verde.

 Federica Fant

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