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“Il padrone delle onde” (Mursia). Mario Dentone, ligure doc, racconta la Liguria del XIX secolo e l’avventurosa vita di Geppin, padrone di barchi, di onde e di vento

Un  romanzo di mare e d’avventura, di predoni e naviganti, di miseria e amore. In libreria
La storia de Il padrone delle onde (Mursia, pagg. 336,  euro 18,00), ovvero Giuseppe Vallaro, che per tutti fu sempre e solo Geppin, venuto al mondo a u cantu da groga, «l’angolo della gloria», a Moneglia, protagonista della grande epopea ottocentesca dei marittimi liguri. Una storia quella di Geppin che Mario Dentone, ligure doc, ha saputo trasformare in un romanzo di mare e d’avventura, di predoni e naviganti, di miseria e amore, nato grazie al fortunato incontro con un vecchio volume, ‘Capitani di mare e bastimenti di Liguria del secolo XIX’, scritto nel 1939 da Gio Bono Ferrari, storico della marineria.
“Tutto nasce da quel libro, un vero e proprio classico, enciclopedico ed epico, romantico e avventuroso insieme, e specificamente dal capitolo che Ferrari dedica a capitani e armatori di velieri di Moneglia”, spiega Dentone. “Qui ho trovato anche la biografia di Giuseppe Vallaro, tracciata sia pur brevemente, che mi è parsa subito affascinante, anzi, quasi fiabesca, ricca di imprese a dir poco eroiche, una vita di totale simbiosi dell’uomo col mare che, a raccontarla degnamente, ci vorrebbero i Melville, i Conrad e gli Hemingway, per non dire Defoe o Stevenson, e pochi altri”.
E  la vita di Geppin fu davvero in simbiosi con il mare, sin dal  suo battesimo quando“dalla pancia della madre si tuffò nella schiuma di un’onda lunga”, scrive Dentone. “E il prete sorrise e disse: ‘Affido questo bimbo al mare e al suo destino’”. Da ragazzo, poi, si spaccò la schiena come zavorratore, caricando sabbia per i grandi velieri oceanici ma, intanto, sognava l’orizzonte sempre più in là, dove può spingersi lo sguardo, perché il mare, come la fantasia e la volontà, non ha confini. Un giorno finalmente prese il largo e cominciò la sua avventura: il porto di Genova e le barche, la piccola lancia a remi, il leudo, la tartana per il primo viaggio da comandante fino a diventare vero capitano di lungo corso su un brigantino.

Mario Dentone, nato nel 1947, non si è mai allontanato dalla Riviera Ligure di Levante: Riva Trigoso, dove è cresciuto, e Moneglia, dove vive. È autore di alcuni romanzi, tra cui Equilibrio (1981, vincitore del premio Rapallo-Prove) e La Badessa di Chiavari (2007), di testi teatrali e saggi, tra cui Luigi Tenco. Per la testa grandi idee (2008), e ha contribuito a sceneggiature televisive e cinematografiche. Collabora alle cattedre di Storia del Teatro presso l’Università di Genova e di Scrittura creativa presso il polo universitario di Savona.

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