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sabato, Dicembre 5, 2020
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Il progetto del nuovo centro psichiatrico a Villa Del Fabbro a Salce: l’idea di una comunità “forte”

Villa Valentino Del Fabbro
Villa Valentino Del Fabbro

“Ho voluto che fossero gli abitanti di Salce, primi fra tutti, a sapere della nostra idea su Villa Del Fabbro, per questo che ne ho parlato con loro l’altra sera, in occasione dell’incontro con la frazione”. Questo il commento del sindaco di Belluno, Antonio Prade, il giorno dopo l’incontro. “Volevamo sondare il terreno e la risposta che abbiamo avuto è stata responsabile e costruttiva, una risposta che fa onore agli abitanti di Salce e alla loro sensibilità civica. Quanto riportato su di un giornale locale, che cioè la frazione di Salce sarebbe contraria al progetto, non soltanto è un’offesa alla verità (cosa di per sé già grave abbastanza) ma anche alla sensibilità di tante persone che invece, l’altra sera, hanno aperto un credito importante nei confronti di questa Amministrazione.

Rustico nelle pertinenze della villa
Rustico nelle pertinenze della villa

Noi oggi, con loro e con tutta la Città di Belluno, iniziamo questo percorso perché vogliamo finalmente togliere Villa Dal Fabbro dal degrado e darle una destinazione coerente sia con la volontà di chi a suo tempo l’ha donata alla nostra comunità sia con la sensibilità della nostra Città. Una comunità, sia chiaro, che non è affatto quella che è stata rappresenta in malo modo da un titolo di giornale, un titolo per il quale ci siamo infastiditi in tanti”.Il dr. Bruno Forti, primario di Psichiatria della ULSS 1 di Belluno, senza entrare troppo nel merito della questione, afferma che “la ULSS 1 è messa bene per quanto riguarda i servizi di sostegno e aiuto psichiatrico a domicilio. Cosa diversa va detta per le strutture, in particolare per quella di San Gervasio, di Cavarzano e di Piazzale Marconi. Qui dobbiamo migliorare molto, e poi siamo anche carenti di posti letto in comunità alloggio e in appartamenti protetti. É ovvio che un centro nuovo, moderno e più efficiente, ci consentirebbe di dare i servizi e cure che la nostra comunità oggi domanda, ci consentirebbe anche di aiutare i nostri malati nei percorsi lavorativi protetti. Detto questo, voglio ricordare che il nostro pregiudizio verso la malattia mentale è l’ostacolo più grande che dobbiamo superare per risolvere un problema che non possiamo affatto nascondere. Per quanto mi riguarda sono disponibile a dare tutto il mio aiuto e a spiegare, agli abitanti di Salce ma non solo, quali sono le nostre necessità e come potremmo risolvere meglio i nostri problemi”.

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