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domenica, Maggio 9, 2021
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Nuovo tentativo di scippo delle Tre Cime di Lavaredo

«L’indignazione che ho colto tra gli amministratori pubblici e i cittadini di Auronzo di Cadore è anche la mia. Sono anch’io in prima linea per protestare contro l’ultima trovata proveniente dall’Alto Adige: la Provincia autonoma di Bolzano ha deciso, con tanto di delibera, di cambiare la denominazione del “Parco naturale Dolomiti di Sesto” con quella di “Parco naturale delle Tre Cime” ». Lo dice Oscar De Bona che sulla questione è risoluto a non soprassedere. Così come ha già fatto l’amministrazione comunale di Auronzo che, come spiega il consigliere Andrea Quinz, delegato al Piano Neve e braccio destro dell’assessore al Turismo Vittorio Dorigo, ha trasmesso alla Provincia altoatesina e alla Regione Trentino Alto Adige una protesta ufficiale. «Le Tre Cime di Lavaredo – precisa Quinz – sono per il 70 per cento sul territorio auronzano. Ci saremmo aspettati almeno di essere interpellati da Bolzano, visto che si utilizza il nome di queste montagne in gran parte nostre. Solo il Comune di Dobbiaco ci ha contattato per farci una proposta che peraltro non possiamo accettare. Cioè di entrare a far parte di questo parco. Però per noi, appartenenti al territorio veneto, sarebbe stato andare incontro ad ulteriori discriminazioni dal momento che in Alto Adige esistono minori vincoli rispetto al Veneto». «Siamo alle solite – aggiunge De Bona. – Purtroppo questa è l’ennesima dimostrazione che i nostri vicini altoatesini continuano su una strada che s’allontana dal concetto di collaborazione ribadito anche dal Capo dello Stato proprio ad Auronzo pochi mesi fa. Non sono bastate infatti le raccomandazioni all’unitarietà tra le diverse aree del nostro Paese espresse dal Presidente della Repubblica in occasione della proclamazione delle Dolomiti patrimonio dell’Unesco. Spero solo che la Provincia di Bolzano si ravveda, lasci il nome originale del Parco delle Dolomiti di Sesto e cominci un percorso comune e sereno con le altre realtà territoriali ad essa confinanti. Le prevaricazioni non portano da nessuna parte e fanno solo del male a uno dei territori montani più affascinanti del mondo».

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