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giovedì, Settembre 24, 2020
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Occhialini 3D, come evitare reazioni infiammatorie

Tempo di rivoluzione nel mondo del cinema che ha incontrato la tecnologia 3D. Esperienze nuove e divertenti davanti al maxischermo – e chiunque abbia visto uno degli ultimi film in tre dimensioni sa di che cosa stiamo parlando – ma anche alcuni rischi da non sottovalutare. Dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni anche la Commissione Difesa Vista sente il dovere di scendere in capo a difesa, come sempre, della salute dei nostri occhi. L’uso di questi occhialini per la visione in 3D presso i cinema italiani ha comportato in alcuni casi, come quello della bambina milanese di 3 anni, una reazione infiammatoria agli occhi che ha preoccupato non poco il mondo sanitario. Occorre sensibilizzare, senza allarmismi, genitori e ragazzi su questo tema e, soprattutto, è necessario spiegare come comportarsi per vivere queste esperienze 3D in sicurezza. Vediamo cosa può succedere e quali sono i timori e i rischi che si celano dietro questo fenomeno tridimensionale. «Una prima problematica che può scaturire dall’utilizzo di questi occhialini nei cinema è legata al possibile riciclo di quest’ultimi, che vengono rimessi al pubblico senza un adeguato processo di pulizia – per eliminare sia i cosmetici sia i residui tipici della pelle che differiscono da persona a persona – e senza una corretta sterilizzazione – la montatura può essere infatti veicolo di infezioni più o meno elevate soprattutto nelle forme di tipo virale» spiega il dottor Francesco Loperfido, Responsabile del servizio di Oftalmologia generale presso l’Unità Operativa di Oftalmologia e Scienze della Visione dell’Ospedale San Raffaele di Milano e consulente della Commissione Difesa Vista. L’occhiale 3D non è adatto a tutti indistintamente ma bisogna sapere se i nostri occhi sono in grado di tollerarlo senza fastidi, per evitare effetti indesiderati. «Bambini e soggetti adulti hanno accusato sensi di disagio, di nausea, durante e dopo la visione di questi film in 3 dimensioni, oppure di fastidiosa e inadeguata visione»; continua il dott. Loperfido. «Tutte spiacevoli conseguenze che possono essere determinate, nell’età prescolare, da un non completo sviluppo della visione bioculare oppure da difetti visivi non diagnosticati mentre, in età adulta, dalla presenza di anisometropie – condizione in cui i due occhi hanno una rifrazione diversa –, ambliopie – il comune “occhio pigro” –  o altri difetti visivi non perfettamente corretti». Attenzione quindi, non solo alle pericolose infezioni, ma anche agli effetti collaterali! Cosa si deve fare per non correre rischi? Esiste un decalogo per il corretto impiego di questi strumenti di svago e di divertimento? «E’ opportuno dare corrette informazioni che evidenzino sia la possibile problematica refrattiva con conseguente insorgere dei problemi sopracitati, sia quella igienico-sanitaria; si consiglia inoltre di richiedere sempre occhialini blisterati in busta chiusa ermeticamente e di buttarli a fine film per evitarne il riutilizzo, sia al cinema sia a casa. Tutto questo nell’attesa di una regolamentazione sui materiali utilizzati, per la produzione di questi occhiali, in conformità CE». Occhi ben aperti sugli occhiali 3D, che devono essere: Documentati, Disinfettati o “Distrutti” dopo il loro utilizzo. Affinché tutti possano godere di una buona visione. Commissione Difesa Vista (CDV) è un organismo nato nel 1972 con l’obiettivo di informare in maniera corretta e puntuale su argomenti legati alla salute del bene vista. Nel corso degli anni, la Commissione, composta dai maggiori specialisti in materia, ha organizzato seminari, convegni, workshop e realizzato un gran numero di campagne pubblicitarie e informative sui temi degli occhi e della visione, oltre a ricerche su argomenti più scientifici.

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