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sabato, Maggio 8, 2021
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Immigrazione, rinnovate le convenzioni con Veneto Lavoro e Italia Lavoro

La giunta regionale, su proposta dell’assessore Oscar De Bona, ha prorogato fino al 20 marzo del prossimo anno la convenzione stipulata con Veneto Lavoro per la gestione dell’Osservatorio regionale dell’immigrazione. «Con questo provvedimento – spiega De Bona – viene assicurata continuità nel monitoraggio costante dei flussi migratori e quindi nella conoscenza della situazione in tempo reale riguardo l’immigrazione straniera sul nostro territorio regionale».  Il governo veneto, sempre su proposta di De Bona, ha prorogato fino al 20 marzo 2010 anche la convenzione stipulata con Italia Lavoro, l’istituto che assicura il coordinamento informativo, organizzato tra gli enti locali e gli operatori attivi nel settore, dell’inserimento sociale e lavorativo degli immigrati non comunitari regolarmente soggiornanti in Veneto. Lo scopo è quello di sviluppare sinergie territoriali e assicurare costante osservazione sul funzionamento di servizi, progetti e interventi. Il Veneto dell’immigrazione in questi ultimi due decenni è mutato profondamente. Dal rapporto 2009 curato dall’Osservatorio regionale gestito da Veneto Lavoro  risulta che, nel contesto nazionale, questa regione si conferma una delle principali per attrazione di flussi di immigrati. E gli stranieri regolari si stanno integrando sempre più nel mondo del lavoro e nell’ambito sociale. Sono ormai lontani gli anni delle prime immigrazioni di persone provenienti dai paesi in via di sviluppo e alla ricerca di fortuna soprattutto nei principali centri urbani.  Le provenienze allora erano contenute e la tipologia dell’immigrato corrispondeva essenzialmente ai collaboratori domestici da un lato e al lavoratore uomo, solo, spesso ambulante e di colore, dall’altro. Gli attuali insediamenti di immigrati invece sono diffusi sul territorio, tesi alla stabilizzazione e con famiglia, magari occupando spazi precedentemente lasciati liberi dalla popolazione autoctona. Ecco che allora anche i piccoli comuni contrassegnati da forti processi di abbandono hanno gradualmente acquistato una certa vitalità e le abitazioni tendono a riempirsi di nuovo. Il trend degli stranieri regolari nelle province del Veneto conferma questo dato. Se dal censimento del 1991 risulta che gli immigrati erano 847 a Belluno, 4.075 a Padova, 529 a Rovigo, 4.482 a Treviso, 2.806 a Venezia, 6.245 a Verona e 6.487 a Vicenza, a fine 2007 il numero dei residenti stranieri era schizzato a cifre ben più alte: 11.624 a Belluno, 69.321 a Padova, 13.245 a Rovigo, 87.976 a Treviso, 53.550 a Venezia, 86.062 a Verona e 82.207 a Vicenza. Di conseguenza anche il mondo dell’istruzione negli ultimi anni ha risentito fortemente del fenomeno. Se prendiamo gli studenti stranieri che frequentano le scuole secondarie di secondo grado, vediamo che gli iscritti all’anno scolastico 2008/09 in Veneto erano 13.444: 2.180 di nazionalità rumena, 1.527 albanese, 1.515 moldava, 1.200 marocchina, 1.007 cinese, 945 serba e montenegrina, 479 macedone, 470 ghanese, 399 ucraina, 364 indiana e altri gruppi minori.

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