13.9 C
Belluno
mercoledì, Settembre 30, 2020
Home Cronaca/Politica L'Uapi: "E'crisi nera". L'occupazione nelle piccole imprese cala del 6,3%, ma è...

L’Uapi: “E’crisi nera”. L’occupazione nelle piccole imprese cala del 6,3%, ma è il dato negativo minore

L’occupazione nelle piccole imprese cala del 6,3%, ma nel manifatturiero e nelle costruzioni la flessione è ancora maggiore. La preoccupazione dell’UAPI. L’Osservatorio sull’artigianato bellunese fissa al 6,3% la perdita di occupazione nel secondo semestre 2009. Un dato che pesa, anche perché a tenere sono solo i servizi (-0,9%), mentre il manifatturiero e le costruzioni registrano una contrazione degli occupati rispettivamente dell’8,7% e dell’8,4%. Tra i settori del manifatturiero che registrano il maggior calo occupazionale ci sono  l’occhialeria (-16,6%), la metalmeccanica (-8,3%) e il legno (-3,9%).
“Sono flessioni davvero pesanti– dice Walter Capraro, direttore dell’Unione Artigiani e Piccola Industria- che si sommano alla perdita di occupati del primo semestre, che per intensità era stata del tutto equivalente a quella registrata nella seconda parte del 2009. C’è grande preoccupazione soprattutto per il settore metalmeccanico, colpito da una collasso di ordini che non ha precedenti e per le costruzioni, dove a contrarre gli occupati sono, questa volta, anche gli impiantisti e i settori collegati.”
Questa tendenza ribassista è comune a tutte le aree della provincia, ma il peggior esito è quello riferito alla Valbelluna (-11,9%). Nell’Agordino tengono dal punto di vista occupazionale solo i servizi, mentre in Cadore  crescono gli occupati sia nelle costruzioni (+5,4%), sia nei servizi (+5,8%).  Nel Feltrino, invece, flette l’edilizia (-14,9%), ma tengono bene i servizi (+5,5%). Tenuta delle costruzioni (+3,6%)  anche in Alpago e nello Zoldano.
“Il bacino della Valbelluna – precisa Capraro – era cresciuto dal punto occupazionale fino a tutto il 2008, ma nel 2009 ha registrato perdite importanti in entrambi i semestri. Del resto è qui il cuore del metalmeccanico e la crisi pesantissima che ha investito moltissime aziende del settore si è, alla fine, ribaltata sull’occupazione. In quest’ area fondamentale per l’economia della provincia solo i servizi alla persona riescono ad incrementare gli addetti, mentre tutti gli altri comparti soffrono moltissimo il protrarsi di una crisi che non è mai stata così lunga e infida.”
Ad uscire dal mondo del lavoro sono soprattutto i giovani: gli apprendisti con età superiore ai 18 anni calano del 18,7%, coinvolgendo con la stessa intensità sia i maschi che le femmine. Contrazione del 7% anche per gli impiegati e dell’1,7% per gli operai. Per i contratti part-time, che erano costantemente cresciuti a partire dal 2006, la caduta è del 13,7%.
“Le aziende stanno escogitando ogni mezzo per tenersi a galla – dice il Direttore dell’UAPI- Lo conferma il fatto che l’impiego di operai over 50 è aumentata del 21,1%, un segnale evidente del fatto che le piccole imprese puntano sul personale più esperto, rinunciando ad investire su maestranze da formare o con titolo di studio più elevato. In pratica, stanno dimostrando con i fatti un disagio gravissimo, che le porta a rinunciare a una loro abitudine storica, quella di investire sui giovani.”
Guardando al dato assoluto, sembra che, questa volta, la contrazione dell’occupazione riguardi di più i lavoratori italiani (-6,9%) rispetto agli stranieri (-0,9%).
“In realtà – precisa Capraro- la minor flessione dell’occupazione di lavoratori stranieri è legata al fatto che si sono spostati dal metalmeccanico, dove calano del 5,3%, all’edilizia, dove la loro presenza cresce dell’11,5%. Vero è che solo il 30% delle piccole aziende ha proceduto ad assunzioni e dei nuovi assunti solo il 22% è di nazionalità straniera. Un altro elemento di riflessione viene dall’andamento dei licenziamenti, che sono diminuiti nel secondo semestre del 2009 dell’8,7%: a conservare il posto di lavoro sono stati indifferentemente gli italiani come gli stranieri. Non c’è e non è mai esistita nelle nostre piccole imprese una dinamica del lavoro che contempli lo sfruttamento della manodopera più conveniente: la presenza dei lavoratori stranieri è da tempo attestata all’11% del totale degli occupati ed è perfettamente coerente con il loro peso sulla demografia provinciale.”

Share
- Advertisment -



Popolari

Cordoglio per la morte di Bepi Tormen

«La scomparsa improvvisa di Bepi Tormen ci lascia senza parole. La Provincia perde un validissimo consulente, un ricercatore che da anni collaborava con noi». Il...

Marchon Italia: accordo sindacale sullo smart working

Diritto alla disconnessione, tre giornate massime di smart working alla settimana, flessibilità della prestazione lavorativa. Sono alcuni degli elementi che caratterizzano l'accordo sullo smart...

Caffè pedagogico. Appuntamento on line il 5 e 9 ottobre per genitori con bambini da 0 a 6 anni

Il “Caffè Pedagogico” è un’Associazione culturale costituita nel 2017 da un gruppo di professionisti amanti del mondo dell’infanzia, convinti del valore pedagogico in educazione...

Fondo solidarietà bilaterale artigianato bloccato. Scarzanella: imprenditori senza assegno da maggio

«Il lockdown e la pandemia continuano a mettere in ginocchio il mondo dell'artigianato. La situazione comincia a farsi insostenibile». È quanto afferma la presidente...
Share