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Un disegno di legge regionale per tutelare la montagna veneta, chi ci vive e le sue istituzioni

“Tutelare la montagna, chi ci vive e lavora e le sue istituzioni è un obiettivo per tutta la Regione: con questa iniziativa legislativa, di fatto una sorta di testo unico per il sistema montano, abbiamo voluto mettere in sinergia tutti i settori interessati, prevedendo risorse all’altezza della situazione: 30 milioni di euro in tre anni”. Lo ha detto il vicepresidente Franco Manzato, presentando stamani agli amministratori e alla stampa il disegno di legge “licenziato” dalla Giunta veneta nell’ultima seduta del 2009. All’incontro sono intervenuti anche l’assessore regionale alle politiche per il Bellunese Oscar De Bona, il presidente della Provincia di Belluno Gianpaolo Bottacin e i dirigenti della Direzione regionale Foreste ed Economia montana.“Abbiamo voluto mantenere un impegno assunto un anno fa – ha aggiunto Manzato – con una proposta aperta ai contributi di tutti e che affidiamo ormai alla prossima legislatura, della quale contiamo sia uno dei primi provvedimenti legislativi a diventare operativo”. “In questa occasione – ha fatto presente dal canto suo De Bona – si può pensare di mettere a sistema anche tutte le altre iniziative e risorse finanziarie che possono interessare al territorio montano: da quelle per i Comuni di confine ai finanziamenti dell’accordo Dellai – Galan e quanti altri si renderanno disponibili, in modo che la dotazione finanziaria cerchi di imitare il più possibile quelle dei nostri vicini a statuto speciale”. “Come Provincia di Belluno – ha detto dal canto suo Bottacin – cogliamo la proposta come una opportunità, da aggiungere alle iniziative che abbiamo già attivato per introitare le accise e alle possibilità che derivano dall’ordine del giorno del Senato per la creazione di zone franche nelle aree montane dal punto di vista fiscale, per dare nuovo slancio alle economie di queste aree”.
Il disegno di legge della Giunta veneta si propone una serie di obiettivi specifici: dal recupero e promozione delle attività tipiche della montagna, allo sviluppo sostenibile e al ripristino edilizio, dal miglioramento idrogeologico al recupero delle professionalità e delle potenzialità delle risorse umane del territorio, fino al rafforzamento in forma innovativa, associata e sostenibile dei servizi pubblici essenziali per la collettività residente ed ospite, con particolare riguardo all’accesso alle prestazioni dei servizi socio-sanitari, scolastici e ricreativi. “Abbiamo puntato a finanziare innanzitutto la sistemazione di beni esistenti prima che nuove strutture – ha sottolineato Manzato – privilegiando le aree più deboli e andando ad incidere nei principali settori di sviluppo dell’occupazione. Queste esigenze ci sono state manifestate dagli Enti locali montani, che patiscono svantaggi legati a sgomberi della neve, alla costosa gestione dei rifiuti, alla viabilità e ai trasporti. Uno sguardo particolare l’abbiamo rivolto ai giovani, perchè non abbandonino le montagne dove sono nati ma siano valorizzati nelle loro ambizioni per far crescere l’economia delle terre alte del Veneto attraverso una gestione intelligente delle forze produttive locali”. Nella proposta di legge sono contenuti vari finanziamenti, tra cui quelli per lo sviluppo dell’attività agricola tipica (aziende agrituristiche), collegamenti internet satellitari, ricostruzione di habitat naturalistici, riduzione del divario digitale nei comuni montani, accesso veloce alla rete internet.

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