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“Metti in salvo il tesoretto” con Gianrico Tedeschi, sabato e domenica al Teatro comunale

Secondo appuntamento per la Stagione di Prosa della Fondazione Teatri delle Dolomiti. Sabato 28 (turno A) e domenica 29 (turno B) novembre (inizio spettacolo ore 20:45), con lo spettacolo di Gianrico Tedeschi Metti in salvo il Tesoretto, che rielabora l’Aulularia di Plauto. Alla commedia antica si rifà, sul versante del teatro leggero, lo spettacolo di Gianrico Tedeschi, che rielabora la gustosa commedia della pentola d’oro, che un vecchio taccagno custodisce ad ogni costo. Ad accompagnare la festosa messinscena le musiche del CircoBanda in una affascinante baraonda, occasione antica e contemporanea per divertire, divertendosi.
Lo strumento comico dell’equivoco, inventato da Plauto, ha deliziato generazioni di spettatori e fatto prosperare comici di avanspettacolo.
La vivace commedia di Gianrico Tedeschi mette in scena la banda, così i cantica che Plauto aveva ereditato dai Greci diventano qui le note e i commenti musicali di Valter Sivilotti, in una versione moderna per organico strumentale bandistico che genera un effetto paradossale, inverosimile.
Tutto è deformato e surreale nel teatro di Plauto e autorizza a rappresentarlo come una specie di torre di Babele, una suggestiva e affascinante baraonda dove succede di tutto: attrici, attori che fanno due o tre personaggi, donne che diventano uomini, giovani che diventano vecchi al servizio di uno spettacolo che non vuol essere nulla più di un’occasione antica e contemporanea di far ridere come voleva quel grande poeta latino citato da Dante.
Metti in salvo il tesoretto commedia con musiche è una produzione a.Artisti Associati, da Aulularia di Plauto, libera rielaborazione di Gianrico Tedeschi, musiche originali Valter Sivilotti, in scena Marianella Laszlo, Marina De Juli, Sveva Tedeschi, Daniel De Rossi, Ivan Lucarelli, disegno luci Marco Policastro, scene Enrico Cavallero, costumi Elisa Bolognini, regia Walter Mramor, assistente alla regia Chiara Cardinali, elementi coreografici Marta Bevilacqua.
INFO e PRENOTAZIONI fino a giovedì 26 novembre 0437-943303 dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 17:30. Da venerdì 27 a domenica 29 novembre biglietteria del Teatro Comunale (0437-940349) dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.

a.ArtistiAssociati
presenta
GIANRICO TEDESCHI
in
METTI IN SALVO IL TESORETTO
commedia con musiche
da Aulularia di Plauto, libera rielaborazione di Gianrico Tedeschi
musiche originali Valter Sivilotti
con Marianella Laszlo, Marina De Juli, Sveva Tedeschi, Daniel De Rossi, Ivan Lucarelli
disegno luci Marco Policastro – scene Enrico Cavallero – costumi Elisa Bolognini
regia Walter Mramor
assistente alla regia Chiara Cardinali – elementi coreografici Marta Bevilacqua
decorazione scene Suomi Vinzi – realizzazione scene Veneziana allestimenti s.r.l.
realizzazione costumi Coop. Cassiopea – Trieste – parrucche effe-emme-spettacoli

Aulularia, come si sa, è nota come “la commedia della pentola”. La pentola è quella in cui il vecchio taccagno ha racchiuso il suo tesoro che deve gelosamente custodire per timore che gli venga sottratto. Plauto ha con efficacia raffigurato in lui il prototipo di tanti avari a venire, meschino, pauroso e sordido, vive male e tormenta chi vive con lui. Ridiamo, vedendolo, ridiamo molto perché conosciamo il suo strazio che lo condanna a vivere solo contro tutti, sempre tremante di paura.
Nelle commedie di Plauto era consuetudine alternare la musica alla prosa. La nostra “versione moderna” prevede musiche originali ma anche citazioni di canzoni e hit del momento orchestrate per un organico strumentale bandistico. L’effetto vuole essere paradossale, inverosimile. La partitura musicale, ironica e divertita, sottolineerà la straordinaria contemporaneità della Commedia. In scena oltre a Gianrico Tedeschi, divertito protagonista, un affiatato gruppo di attori/cantanti e musicisti.
Dante nel Purgatorio tra gli antichi spiriti magni cita Plauto.
Elegantem,urbanum,ingeniosum, facetum. Così viene definito Plauto da Cicerone.
Molière rielabora, riscrive l’Aulularia e gli dà un altro titolo: L’Avaro.
Meglio l’una, meglio l’altro. Giudizi contrastanti.
Goldoni fa lo stesso con i Menecmi e nascono i Gemelli veneziani.
Lo strumento comico dell’equivoco, inventato da Plauto, ha deliziato generazioni di spettatori e fatto prosperare comici di avanspettacolo.
Ma questo Plauto considerato perfino imitatore di se stesso, come si sarebbe definito, lui, inventore di parole nuove, di diminutivi strampalati, di aggettivi e sostantivi usati come puro suono?
Forse un futurista. Plauto futurista… non è male. Non si è mai sentito dire da saggisti e studiosi.
No, Plauto è semplicemente una sagoma. Dà l’idea. Sagoma infatti che cos’è? E’ il contrappeso della stadera, che scorre di qua e di là dalla misura, per cui si ragguagliano i pesi quando sta fermo.
Il fatto è che Plauto non sta mai fermo e quindi la misura non si saprà mai. Bisogna immaginarla.
E’ tutt’altro che un limite il suo. E’ la sua grandezza.
E oggi nel nostro tempo il poeta Plauto spinge sulla strada del tragicomico.
Ecco perché non condividiamo lo scioglimento tradizionale della commedia nello stile goldoniano del “vogliamoci bene”.
Del resto non si sa, questo è certo, come Plauto abbia chiuso la storia: l’atto è andato perduto.

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