13.9 C
Belluno
lunedì, Novembre 30, 2020
Home Cronaca/Politica Gli speciali di Bellunopress L'ultima cena di Raffaele Morbioli e Ada Bellus. I due giovani sposi...

L’ultima cena di Raffaele Morbioli e Ada Bellus. I due giovani sposi con il loro bimbo mai nato vennero uccisi nel febbraio del 1945 a Santa Giustina

Sono le ore 22 dell’11 febbraio 1945. Ada Bellus 28enne in attesa di un figlio sta tornando a casa insieme al marito, il 25enne Raffaele Morbioli, comandante partigiano della Compagnia “Staier”. I due sposi, residenti a Santa Giustina (Belluno) in via Casabellata, erano stati a cena dal capo partigiano locale Aldo Dalla Sega, nome di battaglia “Robespierre”. Mancavano circa 500 metri per rientrare a casa, quando in località Velos, Ada viene colpita dai proiettili di un’arma da fuoco e muore. Raffaele tenta la fuga a ritroso, ma a pochi metri dal ponticello sul Veses viene colpito anche lui e muore. L’episodio fa parte dei numerosi fatti di sangue dimenticati, che hanno afflitto gli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale nel Bellunese. E che oggi possiamo raccontare solo grazie alle ricerche condotte da Dario Zanolla, appassionato di storia locale. E che negli ultimi anni ha riportato alla luce vari episodi che altrimenti sarebbero rimasti sconosciuti. Questa efferata esecuzione, benché avvenuta in tempo di guerra e quindi in un contesto ahimè dove la morte era un fatto quotidiano di ordinaria amministrazione, fece piuttosto scalpore nella Valbelluna, perché a morire insieme ai due sposi c’è anche un bimbo di quattro mesi e mezzo che Ada si portava in grembo e che non avrebbe mai visto la luce. I motivi dell’omicidio non possono che essere ricondotti all’attività  della giovane sposa. Ada, infatti, che parlava il tedesco, lavorava presso un ufficiale tedesco. Di qui il sospetto della fuga di notizie, un motivo di per sé valido per determinare la condanna a morte della giovane. Ma questa, è solo un’ipotesi che potrebbe spiegare il triplice omicidio. Perché nei rapporti partigiani della “Gramsci”non c’è alcuna traccia dell’episodio né di eventuali processi con sentenza di condanna. C’è però un altro indizio importante. Ed è legato a un’altra“cena di lavoro” che si svolge alcuni mesi prima tra partigiani, e precisamente il 26 dicembre del 1944, ossia la sera prima del matrimonio di Ada e Raffaele. L’invitato speciale di questa cena è Raffaele Morbioli, detto “Comandante Staier”. La serata, in realtà, è solo un pretesto, una trappola per trattenere Raffaele in modo che non arrivi in tempo al matrimonio, che era stato fissato per il 27 dicembre 1944 nella chiesa di San Gregorio nelle Alpi. Questa unione con Ada Bellus, infatti, non era vista di buon occhio all’interno dell’organizzazione partigiana, a causa della quotidiana frequentazione della donna con l’ufficiale tedesco. Ma in questo sequestro lampo, qualcosa non funziona, qualcuno calcola male i tempi, e così Raffaele una volta rilasciato riesce a raggiungere la chiesa all’ultimo minuto e il parroco celebra il matrimonio. Raffaele dev’essere arrivato trafelato e confuso in chiesa, perché nell’atto pubblico di matrimonio redatto dal sacerdote don Evaristo Viel, egli firma nello spazio riservato ai testimoni. Poco importa, il matrimonio è valido, Raffaele e Ada sono marito e moglie. Lei è incinta di tre mesi e questo, probabilmente, porta a Raffaele alla decisione di voler uscire dall’organizzazione partigiana. Anche perché, pare non ne condividesse più i metodi. Inoltre, il fatto che la moglie lavorasse per un funzionario tedesco era motivo ricorrente di sospetti e di vessazioni nei suoi confronti. Raffaele, dunque, chiede di lasciare il movimento partigiano per motivi di famiglia (ora c’è anche un bambino in arrivo). Il capo “Robespierre” (Aldo Dalla Sega), dà il suo consenso, con l’unica clausola che Raffaele versi le armi. Una condizione inaccettabile per un capo partigiano come Raffaele Morbioli “Staier”, che infatti  rifiuta questa clausola. Ebbene, non sappiamo se a determinare la condanna a morte dei due giovani con il loro bimbo mai nato, fu questo rifiuto a consegnare le armi o se la sentenza fosse già stata scritta da tempo e il rifiuto sia stato solo il pretesto formale. I fatti ci dicono però, che l’ “Ultima cena”, quella organizzata da “Robespierre”cui seguì l’uccisione in prossimità del ponticello sul Veses, avvenne appena dopo questo rifiuto di Raffaele a consegnare le armi. E anche dopo la sua morte, i partigiani andarono a casa di Pietro Morbioli, padre di Raffaele, in cerca di quelle armi. Ma Pietro, che in cuor suo non aveva mai condiviso la scelta del figlio di arruolarsi con i partigiani dopo che aveva svolto regolare servizio militare, non si fece intimorire e mise alla porta i partigiani. Ada Bellus e Raffaele Morbioli, uccisi a Velos di San Gregorio nelle Alpi vennero sepolti a Santa Giustina, per non creare tensioni in paese. I loro nomi sono scritti anche nel monumento ai Caduti di Santa Giustina.  (rdn)

Share
- Advertisment -

Popolari

Misure anti-Covid, la Provincia vara una “manovra” da 2,5 milioni di euro. 500mila euro a Dolomitibus e 500mila agli impianti di risalita

Belluno, 30 novembre 2020 - È stata approvata questa mattina dal consiglio provinciale la nona variazione al bilancio di previsione, contenente un'importante manovra anti-Covid....

Qualità della vita, Belluno scende al 19mo posto. Padrin: «Viviamo in un territorio magnifico. Ci penalizza solo la dimensione demografica»

«Lavoro, benessere sociale e ambiente confermano il valore del territorio Bellunese. Ancora una volta pesa la demografia, e quest'anno c'è anche il Covid a...

In Crepadona la “Quarta piazza” di Belluno, interamente coperta da una formidabile vetrata

Belluno, 30 novembre 2020 - "Saranno raddoppiati gli spazi a disposizione dei ragazzi per lo studio e la biblioteca grazie al recupero della corte...

Auto investe animale selvatico sul Boscon e viene a sua volta tamponata da altri due veicoli

Belluno, 30 novembre 2020 - Alle ore 05:55  di questa mattina, una Fiat Uno bianca condotta da T.A. 53enne bellunese, in transito da Belluno...
Share