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Dobbiamo aprire il ciclo del Pd, quello dell’Ulivo e dell’Unione è finito

Il 25 ottobre 2009 con una forte partecipazione al voto potremmo avere la forza di presentare un’alternativa credibile al modello berlusconiano di società e di governo dello stato e dei nostri territori. Lo faremo proponendoci con 3 proposte congressuali che, al loro interno, hanno una base comune sui programmi e azioni da intraprendere. Ma che presentano delle differenze interpretate dai 3 candidati Franceschini. Marino, Bersani.
Ma partiamo dall’inizio. L’Ulivo. Un Ulivo che fino ad oggi ha fatto un bel pezzo di strada. Inizia nel 1991 con la cosa 1 dal PCI al PDS. Nel 1998 dal PDS ai DS. Nel 2000 i Popolari, i Democratici e altre 2 sigle si fondono nella Margherita.
Oggi la scelta del segretario privilegerà 2 visioni di partito, di alleanze e di uomini. Una interpretata da  Bersani l’altra da Franceschini. Bersani è orientato a portarci dal PD al PsD. Un partito socialdemocratico laico e di sinistra incentrato su una classe dirigente che si evince dai capilista e candidati alle primarie nelle varie città e regioni: D’Alema, Jervolino, Bassolino, La Ganga, Loiero. Con Bindi e Letta con il ruolo di cristiano sociali.
Gli alleati naturali del PsD saranno da una parte un partito centrista, di ispirazione cattolica, e dall’altra, all’estrema sinistra del PD la rivitalizzazione degli apparati partitico-personalistici che hanno caratterizzato il cartello dell’Unione di prodiana memoria.
Questo percorso l’abbiamo già fatto e questa prospettiva non è la mia.
L’altra visione possibile è quella con Franceschini segretario. Dall’ Ulivo al Partito Democratico. La somma di storie diverse dentro un progetto comune, in un partito “accogliente” che sappia rappresentare una larga parte delle persone rispettando le differenze e facendone occasione di confronto, senza escludere nessuno. Un partito che non può avere un’identità granitica ”laica e di sinistra”.  Un partito nel quale fanno politica uomini e donne diverse come la Binetti e la Serracchini, condividendo le regole del gioco , compresa quella che dopo la discussione si cerca la sintesi politica, altrimenti si vota a maggioranza.
Un Partito Democratico capace di innovare,  rinnovare la propria classe dirigente così come avvenuto nelle candidature nelle liste con Debora Serracchiani, David Sassoli, Rita Borsellino e il candidato alla Segreteria Regionale Andrea Causin.
Con loro a livello locale Roger De Menech, neo sindaco di Ponte nelle Alpi e Irma Visalli.
Un Partito democratico a vocazione maggioritaria capace di fare alleanze in grado di reggere l’impegno di Governare un paese, lasciando alla storia il cartello elettorale dell’Unione.
Per tutto questo il 25 ottobre  voto Dario Franceschini segretario nazionale e Andrea Causin segretario regionale.
Michele Dal Farra
Iscritto e Elettore del PD

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