Saturday, 17 November 2018 - 15:43

Canyoning all’interno dei confini del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Ott 22nd, 2018 | By | Category: Eventi, sport, tempo libero, Lavoro Economia Turismo, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Feltre, 22 ottobre 2018  –  Si è svolto questa mattina a Feltre, in sede del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, un incontro sul tema Canyoning all’interno dei confini del Parco a seguito della delibera adottata dal direttore in data 12 Luglio 2018.

Presenti all’incontro il vicepresidente Franco Zaetta, il direttore Antonio Andrich, Rufus Bristot consigliere comunale a Belluno e Girardini Eric guida alpina Istruttore di Canyoning e assessore al turismo del Comune di Lamon, come rappresentanti del Comitato Canyoning.

Il Comitato rappresenta diverse anime del territorio: Soccorso Alpino, Guide Alpine, AIC (Associazione Italiana Canyoning),varie istituzioni politiche comunali e provinciali e coordinamenti turistici locali che, a seguito di diverse riunioni ed incontri sul tema, chiedono l’apertura della frequentazione delle Forre nel Parco, ovvero, una volta definiti i vari iter amministrativi legati all’approvazione del Regolamento/Piano del Parco e di altri atti conseguenti, una diversa modalità di fruizione dove il termine “divieto ora necessario” lasci lo spazio alla “regolamentazione intelligente.”

Il comitato, consapevole dell’importanza fondamentale del Parco per la conservazione delle biodiversità e di tutti i delicati equilibri che riguardano gli ambienti fluviali e, in genere, alcuni corpi idrici presenti nel Parco stesso, ha ribadito più volte la priorità di una regolamentazione della frequentazione, ma anche l’assoluta contrarietà alla totale chiusura, determinata dalla delibera suddetta, emanata in ragione dei divieti posti in essere dal Piano del Parco.

Divieto di accesso alle forre certo decretato ancora nel 2009, ma che oggi comporta, al netto della necessaria salvaguardia sopra richiamata, elementi di dannosità per il territorio e per le comunità ricadenti nel Parco in termini di valorizzazione reale delle potenzialità turistiche e della sua capacità di generare indotto.

Il Comitato, supportato tra l’altro da vari studi scientifici redatti da biologi, ritiene, infatti, che l’impatto ambientale della frequentazione delle forre sia minimo e del tutto paragonabile alla frequentazione dei sentieri o delle attività alpinistiche svolte in montagna (vie d’arrampicata, ferrate, ecc.) che, per propria natura, non comportano alterazione alcuna del territorio, diversamente da altre pratiche sportive dove le infrastrutture portano a mutazioni marcate e definitive (esempio le ski aree). Naturalmente, come per queste attività, va esclusa la frequentazione dei Canyons nelle zone di Riserva integrale del Parco o nelle specifiche situazioni di interesse e salvaguardia che il Parco decreterà.

Il comitato propone, inoltre, che in alcun canyon/forre vi sia una frequentazione a numero controllato, previa comunicazione al Parco e il pagamento di una “tassa di presenza” che servirà alla messa in sicurezza dei percorsi con cadenza periodica e di un piano di pulizia su base annuale, là ove si scorgessero delle situazioni particolari.

Il comitato ha ricordato che tra i punti fondanti del Parco stesso ci sono, infatti, il turismo ecocompatibile e la possibilità di produrre economia nei territori montani. Proprio in questo senso negli ultimi anni si è assistito ad un aumento esponenziale della frequentazione dei canyons del bellunese. con una ricaduta positiva su tutta la filiera turistica.

Una volta condivisa con il Parco e con i vari portatori di interesse la presente progettualità, va quindi, pensato ed organizzato un vero piano di marketing specifico, visto il notevole appeal dimostrato per questa attività e, in genere, collegato all’outdoor nel Parco. Marketing che sappia generare anche conoscenza e cultura del Parco, diffondendo i valori costitutivi di questo importante asset ambientale della provincia e del Veneto, oltre che volano turistico per il territorio.

In questo specifico contesto, non da meno si devono considerare con grande attenzione gli aspetti legati alla sicurezza nella frequentazione: le forre vanno riattrezzate da professionisti certificati in maniera adeguata, vanno inserite tabelle informative, vanno georeferenziate e inserite nei portali dedicati; indicate e rese sicure tutte le vie di fuga o di accesso possibili, stabiliti i livelli di sicurezza e resi pubblici i valori di flusso per una frequentazione sicura e indicati dove presenti i bacini artificiali a monte.

Da parte del Parco, in questo primo momento di confronto, si è manifestata la volontà politica di aprire alcuni Canyons alla frequentazione, disciplinandone diversamente gli accessi, ma i tempi della burocrazia nazionale e regionale che garantisce che questo percorso possa avere quantomeno inizio, sembrerebbero essere oltremodo lunghi (nda: il “nuovo” Piano Parco è depositato in Regione Veneto da più di 5 anni) anche se già nella prossima primavera si potrà definire con maggiore chiarezza questo percorso.

Il Comitato, in ogni caso, provvederà a far pervenire all’Ente Parco e ai Comuni ricadenti nell’area Parco e ad altri soggetti istituzionali e non, una specifica relazione comprensiva di varie analisi tecniche, che supporti tutte le tesi sopra in evidenza. Tesi – lo vogliamo ribadire – espressamente rivolte a fare del Parco un luogo di rispetto da consegnare certamente intatto alle prossime generazioni, ma anche un luogo in cui la burocrazia lasci spazio a quanto riportato sulla homepage dello stesso sito web del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, ovvero “Obiettivo strategico del Piano è che il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi non venga inteso come insieme di vincoli, ma come concreta occasione di sviluppo, con il prevalere assoluto dei benefici sui limiti.”

Noi riteniamo come comitato che questo sia il più lucido degli impegni che il Parco, nello specifico problema del canyoning, ma non solo, debba utilizzare come motto. Da parte nostra, invece, gli impegni assunti anche oggi, come procedura da adottare rigorosamente nei prossimi anni con l’unico scopo di rispettare, valorizzare e promuovere un parco a misura d’uomo.

 

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