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Turismo: nasce Dmo Dolomiti, destination management organization, su iniziativa del Consorzio Dolomiti

Set 22nd, 2014 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina
Palazzo Piloni sede della Provincia

Palazzo Piloni sede della Provincia

Belluno, 22 settembre 2014 – Una nuova organizzazione per la gestione del turismo in provincia che mette insieme pubblico e privato con l’obiettivo di essere più competitivi sul mercato internazionale e di invertire così la tendenza negativa degli ultimi anni, quando si è registrato un calo che va dal 10% al 15% delle presenze. Tecnicamente si chiama «DMO Dolomiti», acronimo che sta per «destination management organization». Nella sostanza si tratta del soggetto individuato dalla nuova normativa regionale per garantire una gestione unitaria e coordinata delle funzioni di informazione, accoglienza, assistenza turistica e promo – commercializzazione dei prodotti turistici della destinazione fino ad oggi gestite separatamente tra pubblico e privato. Le caratteristiche e le funzioni della nuova DMO Dolomiti sono contenute nello statuto presentato stamattina (lunedì 22 settembre) agli enti pubblici e alle associazioni di categoria in un incontro che si è svolto nella sala consiliare della Provincia di Belluno, su iniziativa del Consorzio Dolomiti, da mesi impegnato a dare attuazione alle nuove norme regionali.

Nel concreto, la nuova organizzazione svolgerà diverse attività: dallo sviluppo di studi e ricerche alla realizzazione di mostre e fiere, dall’organizzazione di convegni e corsi di formazione alle azioni di promozione, dalla gestione dei rapporti con banche e istituti finanziari all’acquisizione di beni mobili e immobili e dei servizi necessari allo sviluppo turistico dell’area. Alla DMO potranno partecipare soci privati, come i Consorzi di Imprese previsti dalla legge regionale e le associazioni di categoria, e soci pubblici che sono: la Provincia di Belluno, i quindici Comuni con almeno 75 mila presenze turistiche l’anno e la Camera di Commercio. Gli organi della DMO sono l’assemblea, il consiglio di amministrazione, il presidente e i suoi due vice (di cui uno vicario). L’assemblea è costituita da tutti i soci e si occupa, tra l’altro, dell’approvazione del bilancio, del regolamento, della programmazione e del piano strategico triennale. Il consiglio di amministrazione è invece l’organo esecutivo, resta in carica tre anni ed è composto da 13 membri, sette nominati dai soci privati e sei da quelli pubblici. Per dare piena rappresentatività ai territori, sono state individuate cinque macroaree (Agordino-Zoldano; Cortina d’Ampezzo; Cadore; Comelico-Sappada; Belluno-Feltrino-Alpago) all’interno delle quali c’è almeno un comune con più di 75 mila presenze l’anno.

«Questo statuto – afferma Fabrizio Piller Roner, presidente del Consorzio Dolomiti – prevede la forte partecipazione dei privati nella governance turistica, naturalmente in sinergia con le amministrazioni pubbliche. Arrivare alla definizione di un’unica DMO per l’intera provincia è stato un passaggio fondamentale e non scontato. Il Consorzio Dolomiti si è fatto carico di formulare questa proposta, che è stata accettata da tutti i partecipanti all’incontro. Adesso si tratta di effettuare tutti i passaggi successivi, con la nuova Provincia e con i Comuni, in modo da dare piena attuazione al progetto e quindi alle norme regionali. Nel frattempo, il Consorzio Dolomiti ha adottato il suo nuovo statuto, diventando un consorzio di imprese, quindi con soci solo privati, e sarà il braccio operativo della DMO». «Dobbiamo essere in grado di aggredire i mercati esteri, dove attualmente siamo estremamente deboli», ribadisce Stefano Illing, vicepresidente del Consorzio Dolomiti.

Piena condivisione del percorso effettuato dal Consorzio Dolomiti è arrivata anche da Confindustria Belluno Dolomiti, «in particolare per il ruolo cruciale assegnato agli operatori privati, e cioè a chi investe nel turismo e vive di turismo».

 

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One comment
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  1. Ma allora, a cosa servono gli Iat?