Premesso che il binomio Venezia-Dolomiti è un tema rilanciato dall’Associazione Vivaio Dolomiti con una mostra in Crepadona e una tavola rotonda organizzata nella sede di Confindustria alla presenza del leader di Fare! Flavio Tosi, dell’assessore regionale Federico Caner, dell’europarlamentare Remo Sernagiotto e (in video) del sindaco di Venezia Brugnaro. Venezia e le Dolomiti sono due siti Unesco meravigliosi, distanti fra loro cento chilometri, praticamente un percorso urbano in una città di medio-grandi dimensioni. Ma non comunicano fra loro.
Ebbene, – sottolinea in una nota l’Associazione Vivaio Dolomiti – Alberto Angela nelle ultime due puntate di “Ulisse, il piacere della scoperta” ha parlato del Veneto. La puntata di sabato 23 aprile si intitolava “Venezia – Dolomiti” e molti bellunesi hanno atteso fino a notte fonda per sentire parlare di Belluno. Dopo due ore abbondanti di trasmissione ecco le immagini: la facciata del Duomo e Palazzo dei Rettori. Poi una panoramica sulle nostre meravigliose montagne, delle quali è stato evidenziato che sono Patrimonio dell’Umanità insieme alle Dolomiti trentine, alto atesine e friulane.
Per due ore la trasmissione si è dilungata in ricorsi storici, approfondimenti enogastronomici in tutto il Veneto, ha raccontato le bellezze di Asolo e Asiago, mostrato le splendide Ville Venete, ricordato quanti artisti hanno avuto i natali in Veneto (su tutti Tiziano e Canova, ampio il servizio sulla sua gipsoteca a Possagno, assente invece ogni riferimento a Pieve di Cadore).
Della nostra provincia – fa notare l’Associazione Vivaio Dolomiti – non si è praticamente parlato. E meno male che la puntata veniva annunciata in questi termine nel sito della trasmissione: “Il finale del viaggio di Alberto Angela costituisce un omaggio alla bellezza del Veneto: uno sguardo sulle Dolomiti, dichiarate dall’Unesco patrimonio dell’umanità”.
Ma di chi è la colpa? Di Alberto Angela? Della Rai? No, la colpa è solo nostra, di noi bellunesi, se non riusciamo a promuovere le nostre bellezze.
Abbiamo le Dolomiti più belle in assoluto, siamo il polo mondiale dell’occhiale, qui si è tenuto l’incontro storico fra Mussolini e Hitler a villa Gaggia, potremmo parlare anche della produzione di spade al Fol, per restare nei temi toccati dalla trasmissione Ulisse. Ma ci sarebbe molto altro, dalla birra Pedavena ai fagioli, con Piero Valeriano. Si potrebbe continuare per ore.
In questa provincia non curiamo la comunicazione, lasciamo la promozione in mano a carrozzoni burocratici come la Fondazione Dolomiti Unesco, che non ha portato nessun valore aggiunto al nostro territorio, tanto che ad un incremento di presenze turistiche in Alto Adige corrisponde un calo nel Bellunese. Qui mancano infrastrutture e strutture ricettive moderne, ma manca sopratutto la consapevolezza da parte nostra di essere seduti sopra un tesoro, che non riusciamo a sfruttare. “Ulisse” non è stata altro che l’ennesima prova della mancanza di comunicazione e di promozione delle nostre meraviglie.
Un professionista serio come Alberto Angela – conclude la nota di Vivaio Dolomiti – non ci avrebbe trascurato se noi fossimo capaci di raccontare orgogliosamente la nostra terra, la sua ricchezza e la nostra storia, lasciando da parte le invidie locali e la nostra proverbiale “sindrome di calimero”.
