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Elettrodotto Terna, Pat, corridoi tecnologici, sottostazione Polpet, gestione Casa di riposo. Diana Broi: “A Ponte nelle Alpi la democrazia non esiste”

Diana Broi
Diana Broi

“A Ponte nelle Alpi la democrazia non esiste. Lo dimostra l’ultima delibera votata dalla giunta (la numero 41) quella con la quale il sindaco e i suoi quattro assessori (in totale cinque persone) chiedono di accelerare le procedure per chiudere il progetto di “razionalizzazione” degli elettrodotti di Terna”.

Lo afferma Diana Broi, capogruppo di Progetto Comune.

“Ancora una volta l’opposizione non è stata coinvolta – prosegue Diana Broi –  e il sindaco ha perso un’occasione per dimostrare con i fatti quello che ha professato nel suo discorso di insediamento. Allora aveva dichiarato che durante la sua legislatura avrebbe coinvolto e condiviso ogni progetto con l’opposizione, e lo ribadisce ad ogni consiglio comunale. Peccato che ogni volta smentisca se stesso.
Del resto aveva tentato di imbavagliare anche i cittadini nel corso della manifestazione organizzata dall’amministrazione nel giugno dell’anno scorso. A Ponte nelle Alpi evidentemente si teme il confronto. Pensiamo anche al Pat. Non c’è stata alcuna condivisione e sono numerose le nostre perplessità: i nuovi corridoi tecnologici interferiscono direttamente con i contenuti ambientali presenti nella carta dei Vincoli e della Pianificazione Territoriale, e l’ampliamento della sottostazione di Polpet ci risulta improprio in quanto a ridosso di una area soggetta a caduta massi, fatto questo che può mettere a rischio la struttura tecnologica.
Il progetto proposto da Terna non risolverà le criticità presenti a Ponte nelle Alpi, non solo. Si potenzierà la sottostazione elettrica di Polpet, anche se il sindaco continua a dire che è tutto a posto visto che ci abita davanti. Mi auguro non traslochi, a lavori ultimati.
A Ponte nelle Alpi manca la volontà di condividere scelte e strategie per il futuro del nostro comune. Lo dimostra anche la segretezza con la quale si sta cambiando la gestione della casa di riposo: al momento è a gestione comunale, ma c’è una bozza di statuto per la costituzione di una Fondazione all’esame di un notaio. Anche in questo caso non siamo stati minimamente coinvolti, informati né contattati dal sindaco piuttosto che dall’assessore competente, Elisa Modolo.
Dall’inizio dell’anno, inoltre, – conclude Diana Broi – sono stati fatti solo due consigli comunali, di cui uno obbligatorio per l’approvazione del Pat. Nell’altro sono state discusse due interrogazioni che avevamo presentato a novembre e dicembre 2014. Ci sono voluti appena tre mesi per portarle in consiglio”.

 

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