
“Di fronte al taglio di molti uffici postali e al giusto allarme dei sindaci vedo un centrosinistra molto tiepido. C’è qualcosa che non mi torna. Per non lasciare nulla al caso io dico che sto dalla parte dei sindaci e di tutti quelli che vogliono difendere i presidi postali con le unghie e con i denti”.
A dirlo è il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli che per tutti questi motivi ha depositato in queste ore una interrogazione urgente al Ministero dello sviluppo economico e al Governo con cui chiede di intervenire nei confronti di Poste Italiane per far rispettare i patti.
E’ lo stesso Piccoli a ricordare come nel corso dell’audizione presso la Commissione Industria del Senato, svoltasi il 5 novembre 2014, Francesco Caio, amministratore delegato di Poste italiane, diede notizia di un Piano generale di riorganizzazione della rete di sportelli postali con la chiusura di circa 450 uffici di Poste Italiane a decorrere dal 2015, Piano che avrebbe tenuto comunque conto, secondo quanto da lui affermato, dei principi di “prossimità e presenza di copertura territoriale” e “funzionalità”.
“Ci sono momenti in cui bisogna sedersi attorno al famoso tavolo e altri in cui occorre fare sentire la propria voce e, se necessario, protestare anche in modo forte. I bellunesi non possono non indignarsi di fronte al depauperamento del territorio e poco importa quale sia – se c’è – il loro colore politico”.
“Deve essere ribadita la natura di servizio pubblico degli uffici postali, che, semmai, dovrebbero essere potenziati puntando su altri servizi, variegando ulteriormente l’offerta. Lo stesso Governo, come dico nella mia interrogazione, non può trattare Poste italiane come una qualsiasi azienda privata”.
“Non va dimenticato poi come i bellunesi siano sempre stati e lo siano anche oggi – pur nei limiti della crisi – delle vere e proprie formiche. Questa terra ha consentito a Poste Italiane di svilupparsi, pensiamo solo ai risparmi di una vita dei nostri gelatieri, minatori, emigranti in generale. Penso che se fosse possibile risalire a una cifra esatta rimarremmo esterrefatti”.
“Anche per questo, la provocazione di ritirare i risparmi dalle Poste è utile e opportuna perché va dritta al cuore del problema”, prosegue il senatore di Forza Italia. “Bene fanno i primi cittadini ad alzare la testa e a programmare sit-in o altre forme di protesta. Vorrei soltanto che le forze politiche di Governo – che per anni hanno gridato “al lupo”, “al lupo” spesso a sproposito – si facessero vive e mettessero il Governo alle strette”.
“Quanto alla mia interrogazione confido in tempi brevi. I cittadini attendono una risposta”, conclude Piccoli.
