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Progetto Terna: nella revisione del progetto potranno e dovranno  esserci garanzie per tutti. Ora i Comuni procedano uniti * di Irma Visalli 

Irma Visalli
Irma Visalli

Non posso che esprimere soddisfazione circa il risultato ottenuto con le mozioni del Comune di Belluno e della Regione riguardanti la vicenda elettrodotto Terna . Un esito da cui emerge la volontà bipartisan   di arrivare ad un punto comune  da cui ripartire per rivedere il progetto e risoverne le criticita’.

Il  PD  , lavorando congiuntamente a livello comunale e regionale, ha dato un importante contributo  affinche’ vi fosse piena sinergia tra  le amministrazioni  e garanzie anche per le esigenze degli altri Comuni coinvolti?
Abbiamo  infatti proposto sia per la mozione presentata in Comune  di Belluno  sia per l’emendamento a quella regionale  presentato dal consigliere Reolon , gli stessi punti .  Questo ha  garantito che  in entrambe le mozioni oltre a chiedere la sospensiva della procedura VIA,  vi fossero almeno tre questioni per noi imprescindibili :  1. la soluzione delle criticità sanitarie e ambientali che toccano gli spazi abitati dei Comuni  interessati dall’infrastruttura  (elemento che soddisfa anche l’urgenza sottolineata  dal Comune di Ponte delle Alpi ) ;2. la garanzia della  partecipazione del territorio alle scelte e del coinvolgimento di tutti i Comuni interessati ; 3.  l’eliminazione di tutti quegli elementi che lasciano pensare che la razionalizzazione sia invece prodoma ad un opera ben piu’ grande. Tre punti cardine  che sottolineano come, a mio avviso , non esiste contrapposizione tra la richiesta di rivedere il progetto Terna con la manifestazione che vedra’ impegnati i cittadini di Ponte per rimarcare il legittimo diritto alla salute e l’urgenza di vedere sanata una situazione ormai insostenibile . La revisione del progetto dovrà tener conto di questo come dovrà rispondere ai diritti degli abitanti di Levego, Andreane , Limana e altri .
La legittima esigenza di Ponte  DEVE e puo’ stare dentro la revisione del progetto e non è assolutamente incoerente con quanto espresso dalle mozioni regionale e comunale. Non facciamone quindi una sterile battaglia tra parti che devono invece stare insieme.
Serve ora una nuova sinergia tra i Comuni interessati dall’opera, a partire da quelli di Belluno e Ponte. Sono convinta che nessuno può chiudere lo sguardo sui confini del proprio comune, ancor più alla vigilia della nascita di un governo provinciale che vedrà i Sindaci in prima linea a fare valere gli interessi di un intero territorio.  Se il bellunese   si spezzetta  sulle grandi questioni  non avrà mai la voce per contrastare poteri forti che contano proprio sul “divide et impera”  Bisogna quindi  cambiare marcia e costruire uno spazio in cui le amministrazioni comunali si confrontino portando sia i propri specifici interessi sia quelli dell’intero territorio bellunese.
 
Irma Visalli 
Consigliere comunale del PD 
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