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L’ex presidente di Bim Gsp chiede 100 mila euro per danni alla sua immagine e attribuisce all’Ato le responsabilità delle passività. Cristina Muratore: “Richiesta priva di fondamento. Roccon oltre che presidente di Bim Gsp era anche membro dell’Ato”

Franco Roccon
Franco Roccon

La miglior difesa è l’attacco. E così l’ex presidente di Bim Gsp Franco Roccon avvia l’azione civile risarcitoria per la somma di 100mila euro nei confronti dell’allora presidente della Provincia Gianpaolo Bottacin, dell’ex consigliere comunale Camillo De Pellegrin (oggi sindaco di Forno di Zoldo), di Valter Bonan (Ass. Acqua bene comune, oggi assessore del Comune di Feltre) e dell’Italia dei Valori. Secondo Roccon, la sua immagine e la sua reputazione sarebbero state lese da alcune dichiarazioni rese dai quattro soggetti chiamati al risarcimento e pubblicate dalla stampa locale a partire dall’estate 2010, periodo in cui scoppiò il caso Bim Gsp. Le responsabilità relative alle passività di bilancio di circa 70 milioni di euro di Bim Gsp, secondo l’ex presidente Roccon ricadrebbero in capo all’Ato, non già al cda di Bim Gsp.

Toccherà quindi alla magistratura stabilire la verità su una vicenda prettamente politica. Una cosa è certa, a sanare il

bilancio della società per ora sono chiamati i cittadini, con gli aumenti della bolletta dell’acqua.

All’azione di Roccon risponde la segreteria dell’Italia dei Valori. “Fa piacere che il sig. Franco Roccon, autorevole membro del centro destra bellunese, in un momento come questo scelga le sedi giudiziarie per risolvere questioni meramente politiche, proprio oggi, che a Roma i suoi epigoni montano una campagna di delegittimazione della magistratura.

– recita la nota a firma di Cristina Muratore –

Cristina Muratore
Cristina Muratore

Ma a fronte della sua richiesta di risarcimento danni, prima a mezzo stampa (poi forse per lettera) per ben 100.000 euro nei confronti dell’ Idv, risulta necessario affermare che tale richiesta non ha alcun fondamento in quanto non si vede come delle critiche politiche, ancorché puntualmente confermate dai fatti, possano costituire un illecito civile tale da legittimare una e qualsivoglia pretesa risarcitoria.

In questa sede l’Idv bellunese ribadisce le critiche fatte al sistema BIM GSP – ATO in relazione al deficit nella gestione del sistema idrico integrato della Provincia di Belluno.

Quello che chiediamo ancora oggi è che vengano chiarite le responsabilità anche personali nella gestione finanziaria del sistema idrico.

Per questo a suo tempo, e non solo attraverso critiche pubbliche pubblicate sui giornali, ma anche attraverso una petizione pubblica che chiedeva il fallimento di BIM GSP, l’Idv chiedeva alla magistratura di agire al fine di ricostruire le responsabilità civili e penali nella vicenda.

Questo ribadiamo anche ora. Sulla questione è bene che finalmente ognuno si assuma le proprie responsabilità penali e civili.

Al sig. Franco Roccon ricordiamo che in tutta il periodo in cui il buco si è creato ed è cresciuto egli non solo era Presidente di BIM GSP ma anche membro dell’ATO come Sindaco di Castellavazzo. Se, come afferma, – conclude la nota – egli non ha avuto alcun ruolo nella creazione e gestione del deficit di bilancio, ci viene da chiederci cosa ci facesse in questi consessi”.

 

 

 

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