
Dopo i referendum appena celebrati, e per qualcuno persi, come fossero una partita di calcio, occorre dire che non è così. Lo capisce fin d’ora visto che piovono da tutte le parti gli inviti ad andare avanti.
Il referendum di Taibon acquista oggi ancora più valore visto che c’é chi dice ancora che questo é uno strumento sbagliato.
Noi che amiamo tutto il territorio bellunese, paese per paese, vallata per vallata, dimostreremo che la battaglia referendaria é fatta per unire, non per dividere. É fatta per ottenere giustizia, non privilegi. É fatta per dare voce e speranza a chi non vuole arrendersi come i giovani Agordini che hanno lavorato e lavoreranno con l’intento preciso di dare un segnale forte dentro è fuori la provincia a chi dovrebbe occuparsi del nostro territorio e spesso non lo ha fatto.
Ci criticano perché dicono che chiediamo di andar via, lasciando a chi resta l’onere di difendere le terre alte ma anche chi muove le critiche sa che non é così. Solo i referendum hanno costretto la politica a occuparsi del Bellunese e solo i referendum hanno portato qualche soldo nelle casse disastrate dei comuni Bellunesi.
Al bellunese servono strumenti di governo nuovi e adeguati alle peculiari esigenze di chi vive tutti i giorni la sua straordinaria bellezza ma soffre, soprattutto nelle parti più alte e periferiche i limiti e le difficoltà dell’abitare e lavorare in montagna. Il nostro sogno é la “Comunità Autonoma di Belluno-Dolomiti”.
Nella prossima legislatura, quando si metterà mano alla riordino degli enti locali, siamo certi che persone come Lorenzo Dellai e altri validi protagonisti della politica montana, sapranno riunire le comunità autonome alpine sotto un unico tetto.
Serve forza e rappresentanza, alla montagna, per contare finalmente, come é giusto che sia per un territorio fondamentale per l’equilibrio di tutto il nord Italia.
La politica tradizionale, fatta di partiti centralisti, stenta a comprendere le esigenze del territorio alpino ma piano piano, anche per mezzo dei referendum locali, cambieremo le cose.
Abbiamo fiducia nei giovani la cui energia positiva é garanzia di impegno. Il tempo che abbiamo davanti é loro e a loro spetta, più che ad altri, battersi per costruire un futuro migliore.
Noi continueremo a lavorare al massimo delle nostre capacità per ottenere l’Autonomia dalla quale il territorio bellunese non può più prescindere.
Dice una bella canzone di De Gregori, “la storia siamo noi…” Non ci tireremo indietro!
Cari cittadini di Belluno-Dolomiti, andiamo insieme a combattere la buona battaglia…
Silvano Martini
Vicepresidente BARD
Candidato “Scelta civica” con Monti per l’Italia
