
Buon Natale Assessore Passuello,
Nella sua letterina da mettere sotto l’albero, oltre all’antica malcelata acrimonia nei confronti del Tib che, malgrado ciò, resiste grazie alla tanta solidarietà espressa dai cittadini bellunesi e da alcuni esponenti politici bipartisan che, trasversalmente, riconoscono il merito e sanno dare dignità al lavoro e a chi da’ lavoro – apprendiamo, da Lei stessa, esserci ora, il desiderio di nominare un direttore per la Fondazione Teatri delle Dolomiti, perché la Fondazione ha bisogno di una struttura. Che novità! Ma non aveva assicurato che si sarebbe occupata Lei personalmente di ogni cosa? (Infatti siamo arrivati al rischio di chiusura del Teatro per San Martino, in quanto non era stato rinnovato il contratto per i servizi tecnici del Teatro, contratto rinnovato dopo ulteriori polemiche, in quanto Neri, come ha dichiarato alla stampa, non aveva trovato nessuno sul territorio in grado di sostituire il Tib. Precedentemente, Assessore, Lei che avrebbe fatto tutto, si era dimenticata di chiamare il cabinista per l’apertura dell’anno scolastico con 500 studenti in Teatro; di attivare la caldaia per l’apertura di Stagione e tutt’ora il riscaldamento funziona a metà e il pubblico se ne lamenta). Adesso, Assessore, afferma che serve una minima struttura. Ma guarda caso! E allora mi consenta questo breve promemoria.
Mascherata dalla parola pluralismo, svuotata, purtroppo, di senso, per permettere alla cattiva politica di imporre le sue leggi, è stata messa in atto la scalata alla Fondazione Teatri delle Dolomiti, a prescindere dal merito, dai risultati raggiunti, dal rispetto per il lavoro.
La stessa politica che in questi anni ha lavorato per distruggere anziché costruire, con conseguente riduzione dei finanziamenti per la Fondazione da parte dei Soci Fondatori e allontanamento di alcuni di essi. In tal modo si può affermare che la Fondazione è in rosso a causa della cattiva gestione operata dall’ex presidente Michele Romanelli. Ma questo ex presidente, già ex membro del Consiglio di Amministrazione del Circolo Cultura e Stampa, non era stato scelto proprio da questa Amministrazione, dopo aver revocato il presidente Antonio Stragà, sospettato, come in seguito Romanelli, di partigianeria pro Tib? Possibile che appena una persona si ponga con onestà a condurre la Fondazione Teatri, senza obbedire a dictat decisi nelle sedi dei partiti, venga attaccata, revocata, messa in condizioni di dimettersi? Possibile che nella nostra città non debba esistere una conduzione professionale del Teatro come in ogni parte d’Italia? Chi di noi vorrebbe farsi curare da uno che medico non è, ma si interessa di medicina? Il paradosso sta proprio qua? La Fondazione si è affidata per la gestione della sua complessa attività organizzativa amministrativa tecnica e artistica, all’unica struttura teatrale professionale, riconosciuta dal Ministero, presente sul territorio provinciale, il Tib, continuando ad operare all’insegna del più ampio pluralismo e cioè stipulando convenzioni annuali su progetto con diverse associazioni culturali e accogliendo persino una stagione di prosa concorrente alla propria al Comunale di Belluno. È questa la paventata mancanza di pluralismo? È questo il monopolio?
Se gli altri soggetti fossero professionisti del settore avrebbero partecipato al Bando per la gestione anziché ricorrere ai tribunali. O, volendo partecipare e interpretando alcune clausole come escludenti, avrebbero potuto chiedere delucidazioni alla Fondazione stessa, come usualmente si fa in presenza di un Bando di gara. Ma il punto non era questo, era “SOSTITUIRE il TIB”, come Lei stessa ha affermato nell’incontro con le Associazioni, intitolato “collaborazione condivisa” da Lei convocato lunedì 11 c.m, ma il Bando, sempre a sua detta, “ERA INCOMPLETO”.
Se la politica si fosse impegnata a cercare nuovi finanziamenti per la Fondazione Teatri, o almeno a mantenere gli originari (es. il Comune di Belluno versava 150.000 euro, oggi 45.000, e dove era Lei Assessore mentre la Regione dirottava 50.000 euro dei 100.000 originari della Fondazione Teatri delle Dolomiti, alla Fondazione per l’Alta Cultura nel Bellunese ) senza perdersi in sterili polemiche, oppure per aggregare nuovi Soci, e cioè per costruire anziché distruggere, oggi forse le Associazioni, anche quelle degli amici di partito, ne avrebbero di certo beneficiato.
Le ricordo inoltre che in un precedente incontro, alcuni anni fa, Assessore, aveva promesso Convenzioni a tutte le Associazioni, eravamo in Sala Giunta, allora, e allora, come anche lunedì 11 c.m., aveva affermato che le Convenzioni del Tib col Comune erano troppo onerose, cosa ne è seguito? Le Convenzioni col Tib per Filo d’Arianna-Doc-Comincio dai 3, non ci sono più, sono state annullate e cosa ne hanno guadagnato le altre Associazioni? Convenzioni? Non mi pare.
È mai possibile che la valorizzazione delle Associazioni secondo Lei si realizzi solo distruggendo il Tib e, conseguentemente, depauperando la città di importanti progetti culturali?
Vede Assessore, spesso Lei confonde le cose: risponde al Vice Sindaco Colle, sulla stampa, e si mette ad attaccare il Tib (e la collaborazione condivisa?), ricorre a puerili menzogne che mi impongono di chiarirle che NON SONO MAI STATI CONTEGGIATI EXTRA DAL TIB ALLA FONDAZIONE 30.000 euro (stia attenta quando legge i bilanci), rilancia vecchi slogan come quello del “conflitto di interesse”, ma non era il Circolo Cultura e Stampa ad usare queste parole un tempo? E poi Assessore non si rende conto che così facendo offende l’Organo dei Revisori dei Conti della Fondazione?
Mi stupisco, inoltre, che Lei non sappia intendere che solo chi fa questo lavoro, può tutelare al meglio gli interessi della Fondazione. Chi fa questo lavoro possiede infatti quel knowhow che certo non è tenuto ad avere un dipendente comunale partime, né un Consiglio di Amministrazione. Le ricordo che è stato il lavoro del Tib nella stesura di progetti specifici, ad esempio, a far affluire nuove risorse alla Fondazione, come il finanziamento ottenuto dalla Fondazione per il progetto regionale Arti nel Territorio. E che è stato sempre il Tib ad ottenere nel 1996 il riconoscimento e il Finanziamento del Ministero per il Teatro Comunale, quale Teatro Municipale. Finanziamento riscosso per più anni dal Comune di Belluno e non dal Tib, così come era la Fondazione e non il Tib a riscuotere gli incassi per le Stagioni della Fondazione a Belluno e a Feltre, durante gli anni del ontratto con il Tib. Ma questo fatto Lei lo omette, creando Lei per prima Lei, la “confusione” di cui parla. Ma essere confusi non è una colpa, e infatti, negli anni del Suo Assessorato, ho visto affissi negli uffici cultura e informazioni del Comune di Belluno, i cartelloni della Stagione del Circolo Cultura e Stampa e non quelli della Stagione della Fondazione di cui il Comune è Socio.
È davvero ora di smetterla, caro Assessore, cogliamo l’occasione del Natale per rilanciare un reale progetto di sviluppo per il nostro Teatro.
Si informi Assessore di cosa sono le Residenze Teatrali in Piemonte, Lombardia, Puglia, Toscana solo per citare alcune Regioni. In Lombardia le Residenze Teatrali sono state istituite e finanziate dalla Fondazione Cariplo che è una fondazione di origine bancaria come la nostra Cariverona. Inoltre, Assessore, le ricordo che l’ex Ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan nelle Giornate Professionali del Teatro Italiano, svoltesi a Torino nel settembre scorso, ha dichiarato che uno dei suoi primi obiettivi sarebbe stata l’Istituzione delle Residenze Teatrali nei territori, come risposta ottimale per l’Innovazione del Sistema Teatrale Italiano.
Le ricordo anche che l’attuale Giunta del Comune di Belluno, di cui Lei fa parte, aveva deliberato in aprile il progetto di Residenza e che il Sindaco lo scorso novembre ha rilanciato il progetto stesso in quanto esso potrà garantire con un ottimo rapporto costi-benefici, l’attività culturale e gestionale del Comunale e dei Teatri della Provincia, cosa che, data la congiuntura economica del momento, non è di poco conto. Solo un progetto di Residenza Teatrale, infatti, in questo contesto, potrà favorire lo sviluppo culturale e teatrale della nostra città e Provincia, lo sviluppo delle professionalità, dell’occupazione, dei talenti e delle Associazioni bellunesi.
A tutto questo Lei risponde pensando di nominare un direttore per la Fondazione, che oggi non ha più alcuna attività artistica in proprio, e che deve prima pagare, come Lei stessa afferma, tutti i suoi debiti e, mi permetto di ricordarle, prima i corrispettivi per prestazioni già godute e poi i contributi. A che serve un direttore quando l’attività del Teatro Comunale è già stata programmata e calendarizzata fino a giugno, da soggetti diversi, tra cui il Tib, che con la Stagione di Prosa, totalmente a sue spese, ha garantito ai bellunesi la consueta offerta teatrale? Ma per Lei, questa scelta del Tib per la città, come ha dichiarato sulla stampa, è stata una furbata, ricorda? Sempre in quell’occasione si dichiarò amareggiata per la Stagione di Prosa del Tib, è questa la “collaborazione condivisa”?
Siamo stanchi di questa politica, che si “amareggia” per le cose costruttive, e si affanna, nelle sedi dei partiti, per quelle distruttive.
Ben vengano i tavoli, Assessore, ma non per riaprire polemiche, e non con posti fissi già assegnati per i giocatori amici. Perché qui non si parla di un gioco, ma di gestione di un Ente Teatrale, di uno spazio pubblico quale il Teatro Comunale, che necessità di essere, aperto a tutti, ma abitato da chi ha titoli, competenze e certificazioni, necessarie alla tutela dell’Ente stesso, dello spazio e ancor prima degli spettatori.
Lo sappiamo bene che c’è crisi, ma in tutti i capoluoghi d’Italia, malgrado la crisi, le strutture teatrali continuano ad avere le convenzioni e a fare il loro lavoro. Solo a Belluno non è possibile? E di ciò non pensa di esserne responsabile?
Vede, Assessore, la collaborazione condivisa è possibile solo laddove si lavori tutti insieme nell’interesse della città, laddove si sia in grado di integrare finanziamenti pubblici e privati, come accadeva per il Filo d’Arianna, per Comincio dai 3, per Doc, laddove ci sia un progetto e una reale condivisione di un progetto.
Forse Lei, nel suo impeto anti Tib, ha dimenticato di dar vita ad un progetto culturale complessivo per la nostra città, ha dimenticato di mettere in relazione positiva e propositiva le realtà culturali di questo territorio, ora che il Natale si avvicina, e le elezioni anche, parla di “collaborazione condivisa” per il teatro, ma il teatro luogo della finzione scenica, ha invece bisogno di verità profonde, per rendersi comunicante, le verità che gli uomini di buon cuore conoscono e sanno riconoscere.
Daniela Nicosia
