Belluno, 4 Maggio 2026 – L’Arma dei Carabinieri e l’AULSS 1 Dolomiti consolidano la loro rete di collaborazione istituzionale continuando, per il terzo anno consecutivo, un progetto formativo di altissimo profilo.
Protagonisti di questa iniziativa sono i militari “Negoziatori” del Comando Provinciale di Belluno. Si tratta di personale altamente specializzato, addestrato attraverso un lungo e rigoroso iter selettivo per la risoluzione e la gestione di situazioni di crisi ad alta tensione emotiva. Un bagaglio di competenze unico che ora l’Arma mette a disposizione del personale ospedaliero e amministrativo dell’Azienda Sanitaria attraverso un ciclo mirato di cinque incontri.
L’obiettivo principale del progetto è fornire agli operatori sanitari strumenti pratici e immediati per attuare efficaci tecniche di de-escalation. I Carabinieri illustrerano come riconoscere tempestivamente i segnali di allarme e come gestire l’interazione per evitare che un’iniziale aggressione verbale o un momento di forte agitazione da parte degli utenti possa degenerare in uno scontro fisico.
Il programma delle giornate formative è stato strutturato per offrire una visione completa e multidisciplinare del fenomeno. Evitando un approccio meramente teorico, gli specialisti dell’Arma guideranno i sanitari nell’analisi approfondita del “ciclo dell’aggressività”, studiando le dinamiche che innescano la violenza nel peculiare e stressante contesto ospedaliero. Attraverso l’esame di casi reali, veegono condivise specifiche tecniche comunicative e comportamentali indispensabili per relazionarsi con un soggetto violento o in stato di agitazione, con un focus particolare sulle aree nevralgiche e di prima linea come i Pronto Soccorso e le centrali del SUEM.
Il percorso tocca, inoltre, la necessaria mappatura dei rischi, l’importanza fondamentale della tempestiva segnalazione degli eventi critici e l’evoluzione del quadro normativo e medico-legale a tutela dei lavoratori. Un’attenzione particolare e profonda viene, infine, dedicata alle gravi ricadute e alle conseguenze psicologiche che gli episodi di violenza lasciano sul personale sanitario che li subisce.
Questa iniziativa si inquadra perfettamente in quella funzione di “rassicurazione sociale” e di prossimità al cittadino che guida l’azione quotidiana dei Carabinieri. L’obiettivo condiviso è chiaro: creare un ambiente di cura più sereno e sicuro, tutelando chi cura, affinché possa continuare a farlo nelle migliori condizioni possibili.
