Sotto accusa non solo l’autista, ma anche i rincari tariffari legati a Milano-Cortina 2026. L’associazione: “Abbandono di minore aggravato dal gelo e dall’indifferenza”.
Belluno, 31/01/2026 – Il caso del bambino di 11 anni fatto scendere da un autobus di linea nel bellunese approda sul tavolo della magistratura. Il Codacons ha presentato ufficialmente un esposto alla Procura della Repubblica di Belluno, chiedendo di fare luce sulle responsabilità di tutti i soggetti coinvolti: dall’autista all’azienda di trasporti, fino agli enti locali.
La vicenda, che ha già sollevato un’ondata di indignazione, riguarda un minore lasciato a terra in condizioni atmosferiche avverse. Se la famiglia ha già avviato le procedure per “abbandono di minore”, l’associazione dei consumatori alza il tiro, parlando di un atto che va ben oltre la semplice negligenza gestionale o l’infrazione del regolamento tariffario.
“Un pericolo per la vita del minore”
Nell’esposto presentato dal Codacons, la condotta del conducente viene definita “sconcertante”. Secondo l’associazione, chi guida un mezzo pubblico riveste un ruolo di tutela e custodia verso l’utenza, specialmente se composta da soggetti vulnerabili come i bambini.
“Lasciare un bambino solo, senza alcuna supervisione e con il maltempo, non è solo una violazione del dovere di cura, ma integra fatti idonei a cagionare un evento di danno grave o addirittura letale”, scrive il Codacons.
Il punto centrale dell’accusa è l’indifferenza verso la sicurezza del piccolo, messo alla porta del mezzo pubblico in una zona montana e in condizioni di potenziale pericolo.
L’ombra dei rincari “olimpici”
L’esposto solleva però un tema ancora più ampio: la politica tariffaria adottata in vista di Milano-Cortina 2026. Il Codacons punta il dito sul vertiginoso aumento del biglietto sulla tratta Calalzo–Cortina, arrivato a dieci euro e acquistabile solo tramite app.
Secondo l’associazione, questo aumento non è casuale ma sarebbe collegato alle politiche del Comune di Cortina e degli enti locali per finanziare i costi dei Giochi Olimpici. Il risultato? Un servizio essenziale sarebbe diventato inaccessibile per molti residenti e studenti, creando situazioni di potenziale pericolo per chi, come il bambino protagonista del caso, si ritrova senza un titolo di viaggio valido a causa delle nuove, rigide restrizioni digitali.
La richiesta di indagine sui vertici
Nell’atto presentato in Procura, il Codacons chiede di accertare la sussistenza di responsabilità in capo a funzionari e amministratori. Nello specifico, si chiede di valutare se sia configurabile il reato di omissione di atti d’ufficio e la violazione dei doveri di tutela dell’utenza debole.
L’obiettivo è chiarire se le decisioni prese “dall’alto” (prezzi elevati e barriere tecnologiche) abbiano contribuito in modo determinante a creare la situazione di rischio in cui si è trovato il piccolo passeggero, stabilendo un legame diretto tra le scelte amministrative e il pericolo corso dal minore.
