
La proposta di iniziativa popolare introduce, per la prima volta, il riconoscimento delle Province montane come enti territoriali autonomi
Non si tratta di una norma simbolica né di un intervento marginale. La montagna non può essere ridotta a slogan o propaganda: deve diventare soggetto politico, capace di esercitare una governance radicata nei bisogni reali delle comunità che la abitano.
La proposta di legge interviene sugli articoli 114, 117 e 119 della Costituzione, con un obiettivo chiaro e non rinviabile: dare dignità istituzionale ai territori montani, garantendo loro rappresentanza, poteri e strumenti adeguati per affrontare le sfide strutturali che li caratterizzano.
I punti centrali della proposta:
– riconosce le Province montane come enti autonomi;
– Pevede l’elezione diretta degli organi – introduce autonomia finanziaria e strumenti di programmazione dedicati;
– offre un quadro costituzionale stabile per politiche di lungo periodo.
È una riforma che riguarda tutte e tre le Province italiane riconosciute interamente montane: Belluno, Sondrio e Verbano-Cusio-Ossola. Tre territori diversi, ma uniti dalla stessa esigenza: avere voce, potere decisionale e pari dignità rispetto alle aree metropolitane.
La raccolta firme è aperta da lunedi 26/01/2026 online e in presenza. La raccolta firme è estesa a tutto il territorio nazionale: ogni cittadino italiano può sottoscrivere la proposta, ovunque si trovi. Per firmare digitalmente basta entrare nel portale del Ministero, cercare “Proposta di legge per la montagna”, accedere con SPID o CIE e confermare la sottoscrizione. In presenza si può firmare: nel Bellunese, in tutti i Comuni; nella provincia di Sondrio nei principali centri (Sondrio, Morbegno, Tirano, Chiavenna, Livigno, Cosio Valtellina, Bormio); nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola nei Comuni di Ossola, Domodossola, Villadossola, Crevoladossola, Varzo, Crodo, Vogogna, Piedimulera, Macugnaga, Malesco, Santa Maria Maggiore, Gravellona Toce.
“Desideriamo sottolineare che si tratta di una proposta popolare, senza alcun cappello politico – fanno sapere i promotori dell’iniziativa Mariangela Sernaglia e il professor Daniele Trabucco – Un’iniziativa nata dal basso, libera, indipendente e radicata nei territori che da decenni chiedono riconoscimento, strumenti e pari dignità istituzionale”.
