Oltre cinquanta cittadini si sono riuniti per discutere i disservizi di “Trillo” e il ripristino delle corse fisse. Grande assente l’Amministrazione De Pellegrin: «Sedia vuota mentre noi viviamo un incubo quotidiano».
Belluno, 24 gennaio 2026 – La sala di Tisoi era gremita, ieri sera, per l’incontro “Dopo la Petizione”, organizzato dal PD Città di Belluno e dal Circolo di Mussoi. Cinquanta persone di ogni età si sono ritrovate per dare voce a un disagio che dura da mesi, legato a un sistema di trasporto pubblico definito dai residenti come «un incubo costante». Ma l’ospite più atteso, il vicesindaco e assessore ai trasporti Paolo Gamba, non si è presentato, lasciando una sedia vuota che ha alimentato ulteriormente il malcontento.
A soli ventiquattr’ore dall’incontro, l’Amministrazione aveva annunciato l’introduzione di tre corse pomeridiane. Una mossa letta dai presenti come un tentativo tardivo e insufficiente di placare gli animi. I cittadini chiedono molto di più: il ripristino totale della Linea Lilla con orari fissi e l’integrazione del servizio a chiamata Trillo solo per le fasce orarie scoperte.
Secondo i dati riportati, le necessità degli utenti si concentrano a metà mattina (ore 11:00) e nella fascia serale (intorno alle 20:00) per permettere ai lavoratori di rientrare.
«Non si capisce perché a Barp e Gioz non sia possibile usare il servizio a chiamata in concomitanza con la linea fissa, come già avviene per la linea Gialla», hanno sottolineato i promotori della petizione, che ha già raccolto 1.045 firme.
Le testimonianze raccolte durante la serata, incluse quelle di molti giovanissimi, hanno dipinto un quadro critico:
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Corse saltate o in ritardo senza un numero di emergenza da contattare.
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Difficoltà di prenotazione: necessità di muoversi con larghissimo anticipo.
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Paradossi logistici: più mezzi contemporaneamente sullo stesso percorso ma poca disponibilità effettiva per l’utenza.
La consigliera comunale Maria Teresa Cassol ha ripercorso le tappe della vicenda, respingendo le accuse della maggioranza che aveva definito le richieste dei cittadini come un «libro dei sogni». «Dicano ai residenti che vivono l’incubo di non poter tornare a casa che i loro sogni sono irrealistici», è stato il commento amaro emerso dalla sala.
Sotto la lente d’ingrandimento è finita anche la gestione di Dolomitibus. Con un utile di due milioni di euro, i cittadini si chiedono dove finiscano i risparmi derivanti da un servizio che appare sempre più scollegato dai bisogni reali del territorio. Resta inoltre l’incognita dell’orario estivo: le tre corse aggiuntive appena promesse rimarranno attive o spariranno con la chiusura delle scuole?
La mobilitazione non si ferma. Al termine della serata, la consigliera Cassol ha lanciato una proposta accolta con favore dall’assemblea: la convocazione di una nuova assemblea frazionale congiunta tra Tisoi e Bolzano Bellunese. Questa volta, però, i cittadini pretendono che al tavolo siedano non solo l’Amministrazione Comunale, ma anche i vertici di Dolomitibus per un confronto diretto e trasparente.
