
Cortina d’Ampezzo – Appena nacque, fu subito scandalo. Nel bicentenario esatto della nascita di Johann Strauss junior, autore del Danubio Blu, il valzer accompagna le nostre giornate più di quanto crediamo.
Ne è convinto Antonio Giulio Onofri, autore e regista, che porterà porterà Una Montagna di Libri, la festa internazionale della letteratura di Cortina d’Ampezzo, in un viaggio tra i valzer ricorrono nella nostra vita. Con musiche e immagini, dal valzer del Gattopardo, composto da Nino Rota per il film di Luchino Visconti, a quello del Moscerino, cantato da Cristina D’Avena allo Zecchino d’Oro del 1968, dal Valzer dell’Imperatore di Billy Wilder al concerto in diretta tv da Vienna, al quale ogni Capodanno si collega il mondo intero.
L’appuntamento è per lunedì 11 Agosto 2025, alle ore 18, presso il Palazzo delle Poste, Sala Cultura di Cortina.
L’incontro
Appena nacque, fu subito scandalo. Il primo ballo dove una coppia di ballerini doveva danzare abbracciata fu immediatamente boicottato dalla puritana Inghilterra dell’800, e perfino alla corte imperiale del paese dove fu inventato, l’Austria, non ebbe vita facile, all’inizio. Nel giro di qualche anno, però, il Valzer, evoluzione probabile del più popolaresco e campagnolo Ländler, si impose rapidamente in tutta Europa, per diventare il simbolo dell’Austria Felice e un genere musicale di tutto rispetto. A una signora che gli chiese l’autografo, Johannes Brahms tracciò le note del Bel Danubio Blu e sotto aggiunse: “Peccato che non siano mie…!”. Nel bicentenario esatto della nascita di Johann Strauss junior, autore del Danubio Blu, come di decine di altri valzer celeberrimi, l’um-pà-pà (Thomas Mann nel suo Tonio Kröger lo chiamò “il volgare ritmo a tre tempi della vita”) è ancora un irrinunciabile appuntamento per il mondo intero che ogni Capodanno si collega con il concerto in diretta tv da Vienna. Ma fuori dalle sale da ballo, i valzer ricorrono nella nostra vita molto più spesso di quanto non si creda: da quello del Gattopardo, composto da Nino Rota per il film di Luchino Visconti, a quello del Moscerino, cantato da Cristina D’Avena allo Zecchino d’Oro del 1968, il valzer ha scandito tantissimi momenti delle nostre esistenze, e ha accompagnato altrettante storie sugli schermi cinematografici, dal Valzer dell’Imperatore di Billy Wilder alla turbolenta relazione di Tom Cruise e Nicole Kidman in Eyes Wide Shut di Kubrick. Fu proprio Kubrick a rivoluzionare il concetto di colonna sonora, regalando alla storia del cinema una pagina indimenticabile, quando scelse il Bel Danubio Blu di Strauss junior a commento delle astronavi di 2001: Odissea nello Spazio…
Anton Giulio Onofri è autore e regista di alcune trasmissioni televisive cult(urali) degli anni ’90 (Le Notti dell’Angelo, Onda anomala, Cenerentola); col nuovo secolo ha deciso di mollare l’effimero dei palinsesti e realizzare in proprio video e film documentari su musica, arte e letteratura. Ha realizzato servizi fotografici e filmati per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Quadriennale di Roma, e altre istituzioni pubbliche e private. Ha condotto per 10 anni su Sky Classica HD La Classica Domanda. Ha scritto di cinema su Close-Up.it. Attualmente tiene una rubrica su ArtsLife, La Bussola di Ago. Ha pubblicato Lo splendore e la scimmia (2013), La prima estate e altri racconti (2019), e Io e Pasolini (2022).
