Puos d’Alpago, 6 agosto 2025 – Questa sera alle 18.00 nella sede del Comune di Alpago a Puos si è tenuto un partecipato incontro, organizzato dal sindaco di Alpago Alberto Peterle, tra l’Ulss, rappresentata dal commissario Dal Ben e dai dirigenti dei Servizi Veterinari impegnati sul tema, i sindaci della conca dell’Alpago e gli allevatori di ovini per mettere a punto una strategia condivisa di contrasto ai focolai di Blue Tongue che da fine luglio stanno interessando il territorio.
L’Ulss Dolomiti ha assicurato il supporto nella campagna vaccinale.
Cos’è la Blue Tongue
La Blue Tongue (BT), malattia della lingua blu o febbre catarrale ovina, è una malattia di origine virale (Orbivirus) trasmessa quasi esclusivamente dalla puntura di insetti vettori appartenenti al genere Culicoides. Non si diffonde da animale ad animale. Colpisce i ruminanti domestici e selvatici; tra quelli domestici, l’animale più sensibile è la pecora.
Non è trasmissibile all’uomo, né tramite contatto con animali infetti né attraverso il consumo di alimenti di origine animale (latte, carne).
Sintomi
• febbre alta, inappetenza e abbattimento;
• lesioni alla bocca e lingua tumefatta o cianotica;
• colorazione bluastra di musello e labbra;
• gonfiore a testa, collo, palpebre, lingua;
• zoppia, lesioni podali e difficoltà respiratorie;
• scolo mucoso o sieroso da naso e bocca.
I focolai
Il 29 luglio scorso è giunta all’attenzione dei servizi veterinari dell’Ulss Dolomiti una prima conferma laboratoristica di 7 focolai di Blue Tongue a carico di ovini dell’Alpago e, sorprendentemente, dei due allevamenti di yak presenti nel nostro territorio.
Ad oggi i focolai sono 14, con 70 (50 pecore e 20 yak) decessi totali.
Il centro di riferimento di Teramo, chiamato ad identificare il sierotipo virale responsabile dell’epidemia, ha evidenziato che la malattia è provocata dal sierotipo 8, tipologia aggressiva per la quale tuttavia è disponibile un vaccino.
Tra le misure preventive, sono state ad oggi disposte solo restrizioni per la movimentazione dei capi a carico degli allevamenti infetti.
L’ulss Dolomiti ha costituito una unità di crisi specifica composta dai veterinari
• Gianluigi Zanola (coordinatore)
• Enrico Francione
• Stefano Sartori
E ha diffuso una informativa con le indicazioni per gli allevatori disponibile anche nel sito ulss www.aulss1.veneto.it.
Le indicazioni per gli allevatori
Gli allevatori di ovini, caprini e bovini sono tenuti a segnalare tempestivamente ai Servizi Veterinari ogni sospetto riferibile alla malattia (vedi paragrafo sulla sintomatologia)
Non essendo disponibile alcuna terapia, è cruciale prevenire l’esposizione agli insetti vettori con misure igienico-sanitarie e strutturali:
• Trattamenti repellenti sugli animali, con prodotti prescritti dal veterinario;
• ricovero notturno degli animali in ambienti chiusi e, se possibile, protetti da zanzariere;
• disinfestazione regolare degli ambienti, in particolare crepe e fessure nei muri;
• eliminazione di acque stagnanti per evitare lo sviluppo delle larve degli insetti vettori.
Le limitazioni delle movimentazioni nella zona sottoposta a restrizioni consentono comunque l’invio al macello di animali SENZA sintomi clinici, previa visita clinica favorevole.
La malattia va considerata endemica, pertanto la misura più efficace per contenere la diffusione e proteggere gli animali è la vaccinazione.
L’Ulss Dolomiti sta acquisendo un congruo numero di dosi di vaccino per supportare la campagna vaccinale, soprattutto a favore degli allevatori che dovessero incontrare difficoltà nell’approvvigionamento.
“Assicuriamo agli allevatori il massimo supporto” commenta il commissario Dal Ben “sia nel confermare le diagnosi di malattie e di morte, sia nell’individuazione delle misure di contenimento della trasmissione virale, sia nella campagna vaccinale. Per questa importante linea di lavoro porremo particolare impegno nell’affiancare gli allevatori che trovano difficoltà nell’approvvigionamento e nella somministrazione del vaccino. Ricordo che il consumo di alimenti di origine animale come carne o latte è sicuro”
“Sottolineo la tempestività dell’Ulss che è venuta subito in Alpago ad incontrare i nostri allevatori, siamo molto sensibili al tema perché abbiamo investito molto negli ultimi vent’anni sulla razza ovina alpagota. Nonostante tutto abbiamo capito, da questo incontro, che le istituzioni si sono mosse con tempestività. Auspichiamo, quindi, che ci possa essere una soluzione di questa problematica come già avvenuto nel 2016 con sierotipo 4. Siamo disponibili a farci parte attiva per proporre un aiuto da parte della Regione o degli enti preposti sia per quanto riguarda il costo delle vaccinazioni sia per il costo dello smaltimento delle carcasse animali ed in genere dei costi connessi a questa fase epidemiologica. Per qualsiasi tipo di informazioni invito a consultare le informative e ad, eventualmente, a chiamare i numeri Ulss preposti indicati anche nel nostro sito e nelle pagine Facebook del comune” commenta il sindaco Alberto Peterle
“L’incontro con gli allevatori si è svolto in un clima collaborativo” sottolinea Sara Bona, sindaco di Tambre “è stato importante avere da parte della dirigenza sanitaria le informazioni sui focolai sulle misure di profilassi e avere dall’azienda la disponibilità ad essere vicino in particolar modo ai piccoli allevatori nella somministrazione del vaccino”.
I contatti
Gli allevatori possono fare riferimento a:
Per info sulla malattia:
Servizi Veterinari 0437 516901 veterinario@aulss1.veneto.it
Per info sulla campagna vaccinale:
0437 514343 dalle 8.00 alle 15.30 dal lunedì al venerdì
