
“A distanza di 20 anni, da quando assieme a Renato Martin abbiamo iniziato a ragionare e a creare le condizioni affinché si potesse realizzare una nuova strada di collegamento tra Jesolo e il casello autostradale di Meolo, oggi il sogno diventa realtà. Un obiettivo raggiunto grazie al presidente Zaia e alla determinazione della vice presidente De Berti, che hanno determinato le condizioni per realizzare una infrastruttura che sosterrà ulteriormente lo sviluppo socioeconomico del lembo di Costa veneta che unisce Jesolo e Cavallino Treporti”.
Così l’assessore al Bilancio e alla Programmazione della Regione del Veneto, Francesco Calzavara, commenta l’aggiudicazione della Via del Mare alla società ATI, realizzatrice tra l’altro della Pedemontana Veneta.
“È una riposta che le due spiagge, leader nazionali nel campo turistico, attendono da almeno 50 anni – prosegue Calzavara – e che ha come obiettivo quello di snellire le lunghe code dei fine settimana. I 19 chilometri di lunghezza complessivi sono solo l’inizio in quanto l’obiettivo condiviso è quello di trovare la giusta soluzione, sia economica sia strutturale, per far sì che la superstrada possa, in una fase immediatamente successiva, continuare fino al ponte sul Sile che porta a Cavallino Treporti”.

“L’aggiudicazione definitiva del project financing al Consorzio Sis è un passaggio che non scioglie i nodi lasciati ancora in sospeso attorno alla realizzazione della Via del Mare. Il confronto a tutto campo, richiesto dai territori e da noi sempre messo sul tavolo, doveva tenersi a monte. Perché se non c’è dubbio circa la necessità di risolvere le criticità viabilistiche epocali, contemporaneamente incombono sul progetto interrogativi e problemi irrisolti”.

La presa di posizione è dei consiglieri regionali del PD Veneto attraverso la dichiarazione della capogruppo Vanessa Camani assieme a Jonatan Montanariello (vice presidente della Commissione Infrastrutture) e Francesca Zottis.
“L’assessore De Berti annuncia ora il confronto anticipando però già le linee di questa operazione. I ritardi accumulati negli anni hanno reso già vecchio questo progetto ed è evidente la necessità di urgenti aggiornamenti in grado di risolvere una serie di questioni, a partire dai colli di bottiglia e dunque dalle conseguenze in termini di impatto sulle aree attraversate dall’opera. Senza dimenticare che si trasforma una strada già esistente e gratuita in una superstrada a pedaggio. È forte in questo senso la percezione di una decisione dall’alto, con un metodo che doveva essere ben diverso”.
