Oltre 150 persone hanno partecipato venerdì sera all’inaugurazione ufficiale del Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi “Gianni” Secco a palazzo Secco di Borgo Piave a Belluno.
Al taglio del nastro era presente Laura Secco, figlia di Gianluigi e amministratrice del suo patrimonio, che ha letto un testo che aveva scritto suo padre nel 1988 per presentare il progetto. Per il Comune di Belluno c’era l’assessore Franco Roccon, presenti anche il sindaco di Zoppé di Cadore Paolo Simonetti, il presidente nazionale di Giovani e Futuro Luca Frescura (che ha portato anche i saluti del sindaco di Lozzo di Cadore Alessio Zanella), il proprietario di palazzo Secco giunti per l’occasione da Castelfranco Veneto, una rappresentanza dell’Agordino che ha fatto un presente all’associazione di Borgo Piave con un quadro sulla Zinghenesta, alcuni componenti dell’associazione Arca dei Volti tra i cui fondatori compariva proprio Gianni Secco.

L’associazione Borgo Piave ETC aps, presieduta da Antonio Gheno, dopo diversi mesi di lavoro, può finalmente aprire le porte del Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi “Gianni” Secco a palazzo Secco di Borgo Piave.
Un patrimonio legato ai riti e tradizioni dei carnevali dolomitici che negli ultimi anni non era più stato possibile apprezzare e che ora trova una nuova casa presso l’ex porto fluviale della Città di Belluno dove ha preso forma proprio parte del materiale come i manichini e le tavole di Nevjel.
La collezione comprende 14 manichini ad altezza naturale, 14 opere di Franco Fiabane, 8 di Claudio Nevjel, una di Olga Riva Piller e 4 di Vico Calabrò oltre ad una trentina di volti lignei; tutto materiale creato e raccolto da Gianni Secco (dei Belumat) ed esposto da fine anni ’80 in varie città Europa per poi tornare nel luogo dove tutto ha preso forma ovvero Borgo Piave.
L’intento dell’associazione che ha preso in carico il patrimonio è di creare degli spazi espositivi che non siano una sorta di archivio o magazzino polveroso ma qualcosa di dinamico, vivo, attuale che aiuti le persone a comprendere i valori culturali, le tradizioni, le pratiche e i modi di vivere delle popolazioni dolomitiche tramandando la conoscenza, ereditata dalle generazioni passate, alle generazioni che verranno per comprendere il presente e per modellare il futuro.
Tutto ciò grazie ad un lavoro svolto in questi mesi di salvaguardia, restauro e valorizzazione del patrimonio materiale e culturale del carnevale di Gianni Secco.
Il presidente dell’associazione Borgo Piave ETC aps Antonio Gheno ha concluso dicendo che Olga Riva Piller gli ha mandato un articolo del Gazzettino fatto a febbraio 2003 in occasione di una sua mostra fatta a palazzo Piloni dove, durante la presentazione, si diceva che la mostra itinerante di Gianni sarebbe dovuta diventare un museo fisso e che la cosa era difficile ma non impossibile. “Oggi – ha detto Gheno – si può dire che ci siamo riusciti a Borgo Piave”.
