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Padrin all’assemblea Upi nazionale all’Aquila. Possibile ripristino dell’elettività

Padrin: «Lavoriamo per tenere a Belluno il fondo processuale del Vajont»

Nuovo incontro con il Capo dello Stato Mattarella, che torna sulle cerimonie del 9 ottobre

Una doppia stretta di mano tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, all’ingresso e all’uscita dall’assemblea nazionale di Upi, in corso oggi e domani all’Aquila. Il giorno dopo le cerimonie del Vajont, il Capo dello Stato ha ricordato la sua visita a Longarone, salutando personalmente il presidente Padrin tra gli altri presidenti di Provincia.
«Mi ha ringraziato cordialmente» spiega Roberto Padrin. «All’ingresso ha definito coinvolgente la cerimonia in cimitero e in diga. Poi all’uscita mi ha ribadito che ha trovato commovente la mattinata. Le sue parole, il suo appello per tenere a Belluno il fondo processuale del Vajont, ci confortano nella speranza di poter conservare qui le carte dell’inchiesta, sul territorio che ha subito il disastro e poi certe scelte in sede di giudizio penale. Nelle prossime settimane scriveremo al ministro della cultura Sangiuliano per capire l’iter della questione».
L’assemblea dell’Upi si è aperta con una sottolineatura sul Pnrr e con la richiesta del presidente nazionale De Pascale di concludere il processo di riforma delle Province. «Siamo normati da una legge di 10 anni fa, approvata in attesa di referendum costituzionale – la Delrio -, non possiamo essere normati ancora da una legge transitoria».
Nel suo intervento il presidente Mattarella ha sottolineato l’importanza del ruolo delle Province nella Costituzione e nell’architettura del Paese. «Con la Costituzione repubblicana, le Province sono diventate le mappe di un Paese articolato, che rispetta la varietà dei territori e avverte come un valore l’articolazione istituzionale. Questo approdo è dovuto alla solidità del radicamento delle Province nella vita d’Italia, che poc’anzi il filmato con alcune immagini ci ha ricordato. È dovuto anche alla determinazione con cui questo ruolo è stato difeso nel tempo» ha detto Mattarella. «Le norme attualmente in vigore, che disegnano strutture e ambiti delle Province, sono legate, in definitiva, a una transizione interrotta. E anche per questo, creano vuoti e incertezze che non possono prolungarsi, rischiando che cittadini e comunità paghino il prezzo di servizi inadeguati, di competenze incerte, di lacune nelle funzioni di indirizzo e di coordinamento».
«L’auspicio del presidente Mattarella è quello di noi tutti: il ritorno delle Province a enti di riferimento per i territori, più di quanto non lo siano ora, depotenziate da una riforma che è rimasta interrotta. In questa direzione va il ripristino dell’elettività che è tra i temi – non l’unico – di questa assemblea Upi» afferma il presidente Roberto Padrin. «La coesione sociale passa inevitabilmente per la capacità degli enti locali di garantire servizi sui territori. E in montagna il bacino ottimale di erogazione dei servizi è quello della Provincia».

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