Se qualcuno si chiede cosa siano i due modelli esposti nelle vetrine dell’Urban Hub in centro a Belluno non può non vederci la matita di Giorgio Pirolo. Il designer bellunese ha riportato a casa da Torino i due modelli di studio fatti più di venti anni fa. Realizzati a 19 anni, volevano rappresentare un veicolo a guida autonoma a sei posti per Fiat e una nuova proposta di sportwagon Alfa Romeo elettrica. Entrambi esposti nelle vetrine dell’Hub sono un esempio di come la carriera trasversale di Giorgio Pirolo sia di spunto per i più giovani.
Ci diamo del tu, perché siamo colleghi giornalisti. Sono molteplici le tue attività, ma se dovessi descriverti, chi è Giorgio Pirolo?
Sono designer e imprenditore. La mia storia dimostra come un sogno si possa concretizzare anche in Italia, anche a Belluno. FV Frangivento Automobili ne è il frutto. Credo nell’innovazione e attraverso i miei rapporti commerciali internazionali promuovo Belluno nel mondo da anni.
Dalla tua esperienza che ti ha portato a vivere in numerose città del mondo, qual è la strada per la Belluno del futuro?
Agevolando i flussi. Sono convinto che questo splendido capoluogo debba diventare un sicuro polo attrattivo per investitori e turismo, incentivando tutte le realtà commerciali locali che contribuiscono a fare grande il nostro Made in Italy, e in questo caso il nostro made in Provincia di Belluno. Sottolineo ‘Provincia’ perché Belluno, come capoluogo, deve fare da capostipite per rappresentare al meglio tutte le realtà locali sparse per il complesso territorio montano, diventando una vetrina di riferimento per il turista. Per farlo bisogna avere in città un costante passaggio di presenze e questo lo si crea con idee da mettere in campo osservando quello che fanno le altre città, anche fuori dai confini.
Sei stato attivo insieme alla tua famiglia di medici nella campagna vaccinale porta a porta con la 500 giardiniera ideata da te per il periodo d’emergenza covid. Giornalista per l’Amico del Popolo e il Corriere delle Alpi in gioventù e la pubblicazione nel 2004 del libro che racconta il Nevegal “Storia di una Corsa”. Tante attività che hanno valorizzato e messo in luce Belluno, ma che attinenza c’ è fra il tuo lavoro e la politica locale?
Sono abituato nel mio lavoro a guardare al futuro, una vettura ad esempio si disegna almeno cinque se non dieci anni prima del suo debutto. Credo che anche le scelte politiche vadano fatte in questo senso con lungimiranza e proiezione. Da sei anni il mio lavoro di design ha visto una svolta imprenditoriale e insieme al mio socio stiamo portando avanti un progetto ambizioso che non ha solo bisogno di belle automobili per competere con marchi affermati, ma anche di una gestione eccellente.
Cinque anni fa, nella scorsa campagna elettorale, eri con la lista In Movimento per sostenere Massaro e questa volta invece sei con Fratelli d’Italia a sostenere la candidatura di Oscar De Pellegrin. Come mai questo netto cambio di direzione?
Perché a volte è meglio un punto a capo che una virgola. A parte le appartenenze politiche credo che dopo dieci anni di amministrazione il passaggio ad una nuova forza politica sia sintomatico e rappresenterebbe un plus per Belluno. Abbiamo bisogno di più coraggio per attivare dinamiche portino la città verso una prospettiva di futuro.
Cosa pensi delle scelte fatte dalla attuale amministrazione?
Penso che ci sarebbe voluto un po’ più di coraggio e di spirito di relazione. Penso alla mancata occasione del nuovo Ponte Bailey, penso alle complessità che incontrano i commercianti, al mancato dialogo, penso ai trasporti da ottimizzare così come le connessioni con le reti internet, penso a frazioni dimenticate, penso ad un Nevegal vergognoso, senza impianti di risalita, e con gli alberi in mezzo alle piste.
Credi che questo tuo sentimento di delusione per alcuni aspetti, sia condiviso fra i cittadini?
Faccio parte di una generazione di cervelli in fuga che dopo gli studi all’estero e le prime esperienze lavorative è tornata qui con le famiglie e i figli piccoli a vivere a Belluno. Tuttavia il sentimento di nostalgia verso i servizi di una volta è elevato. Credo inoltre che in molti non siano a conoscenza di alcune dinamiche o appuntamenti mancati.
Ad esempio ?
Si parla sempre di volani per il Nevegal, ma quando una Amministrazione decide di non accettare un evento come ad esempio quello proposto da FCA Automobiles per il marchio Jeep sia sicuramente un’ occasione persa. La risonanza di questa iniziativa sarebbe stata eccezionale per il Nevegal. Tuttavia FCA è stata accolta a braccia aperte in Trentino a San Martino di Castrozza. Da Belluno inoltre è risaputo che si possono vedere diversi siti Unesco, ma non è sufficiente, bisogna aprire veri e proprio corridoi con le realtà che ci circondano. Non basta la panchina gigante disegnata dal mio collega Chris Bangle (ex BMW) per creare attrattiva. Bisogna far si che la gente ci arrivi grazie ad una offerta e ad una accoglienza più ampia.
Dopo il successo del tuo speech al TEDx di Castelfranco Veneto e l’invito a Torino di due anni fa ora sarai speaker anche a Belluno, una piccola anteprima?
Sono molto lusingato di questo invito alla prima edizione di Tedx Belluno. Tornare a parlare di un sogno nato qui e che dopo 20 anni vede la luce è sicuramente entusiasmante. Riguardo al tema si parlerà di come si possono superare gli ostacoli che creano le barriere fra noi e il raggiungimento delle nostre ambizioni.
Dopo la presentazione del tuo ultimo modello di Frangivento, la Sorpasso GT3 che attualmente si trova nella Royal Collection Gallery SBH di Abu Dhabi di proprietà del Principe, quali sono i tuoi prossimi progetti in campo automobilistico?
Sto completando insieme al mio gruppo di lavoro una nuova Frangivento. Si chiamerà GT65, l’abbiamo sviluppata sulle specifiche esigenze di un pluricampione del mondo dello sport. A breve gli verranno consegnate le chiavi.
(rdn)
