Il 28 febbraio a Cortina d’Ampezzo (Belluno) le Province di Belluno, Bolzano, Pordenone, Trento e Udine, presentano congiuntamente il percorso fatto fin qui per la candidatura delle Dolomiti a Patrimonio dell’Umanità. L’evento segna l’avvio delle iniziative congiunte delle cinque Province per discutere sui temi più importanti relativi al governo e allo sviluppo del territorio attinenti al bene Dolomiti: la conoscenza, la relazione tra conservazione e sviluppo, la valorizzazione del territorio, la gestione del bene. «Questo è il primo progetto unitario per le Dolomiti», rivela il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon. «Per la prima volta guardiamo al sistema dei territori per le sue valenze intrinseche, ambientali, sociali e umane e non rispetto ai confini amministrativi che li dividono. Le Dolomiti costituiscono una parte importante dell’arco Alpino e allora il metodo adottato dalle nostre cinque Province è corretto anche in vista della costruzione della piattaforma alpina». La candidatura delle Dolomiti a patrimonio dell’Umanità ha una lunga storia che parte dagli anni Novanta, ma ha trovato una concretizzazione solo a partire dal 2005 quando il governo italiano ha deciso di presentarla all’Unesco. Le Dolomiti sono candidate per i valori geologico, geomorfologico e paesaggistico. A Cortina i presidenti delle cinque Province coinvolte si concentreranno sul valore di una candidatura definita dagli stessi valutatori dell’Unesco come un possibile modello per le future candidature che coinvolgono territori e amministrazioni differenti. I quattro anni trascorsi, hanno visto infatti le 5 Province impegnate in un lavoro complesso, il cui spirito è quello di vedere le Dolomiti no più come confine ma come importante cerniera nel sistema più ampio delle Alpi. L’Unesco ha di fronte non un monumento ma una serie di luoghi eccellenti e abitati in cui, la tutela della natura passa indispensabilmente attraverso l’azione dell’uomo, come per generazioni hanno dimostrato gli abitanti delle Alpi. Per la prima volta cinque Province differenti hanno lavorato insieme mettendo al centro il territorio dolomitico senza discutere di confini di competenze o differenze statutarie, ma di un obiettivo comune: il futuro delle Dolomiti. I cinque territori hanno sia problemi comuni che forti differenze. In caso di esito positivo della candidatura, la gestione del sito Unesco sarà affidata a una fondazione costituita dalle cinque Province, aperta anche ai parchi, agli enti locali ad altre associazioni e fondazioni. La fondazione non avrà alcun potere normativo né di si potrà sovrapporre agli enti locali. Costituirà invece il luogo delle relazioni tra territori per la valorizzazione delle Dolomiti.
Cinque province, un territorio: le Dolomiti
Presentazione della candidatura delle Dolomiti a Patrimonio Mondiale Unesco
Cortina d’Ampezzo – Alexander Girardi Hall
sabato 28 febbraio 2009, ore 9.30
Saluto della Autorità
Introduzione
-
Irma Visalli
Assessore alla Candidatura della Dolomiti a patrimonio Unesco – Provincia di Belluno
Visone del filmato “The Dolomites”
-
Cesare Micheletti
Consulente scientifico
Il processo di candidatura. Metodologia e contenuti
-
Annibale Salsa
Presidente Nazionale Cai
Tavola rotonda “La candidatura come modello di governo del territorio”
-
Sergio Reolon
Presidente della Provincia di Belluno
-
Luis Durnwalder
Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano
-
Alessandro Ciriani
Presidente della Provincia di Pordenone
-
Lorenzo Dellai
Presidente della Provincia Autonoma di Trento
-
Pietro Fontanini
Presidente della Provincia di Udine
Coordina Maurizio Mannoni – Giornalista Rai Tre
Conclusioni
-
Aldo Cosentino
Direttore Generale Dipartimento Protezione Natura – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Modera la giornata : Tiziana Bolognani
