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domenica, Febbraio 1, 2026
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Quanti chilometri per una visita? Nel Bellunese, anche la sanità è olimpica!

E’ di questi giorni la “maratona” forzata del ragazzino di 11 anni lasciato a piedi sotto la neve.
Ma queste olimpiadi invernali sembrano portare alla luce anche altri aspetti della nostra provincia, anche in ambito sanitario. Al Comitato Feltrino per Il Diritto alla Salute e allo “Sportello Diritto alle Cure” aperto a Feltre , è arrivata la testimonianza che, in questo periodo in particolare, ha dell’incredibile oltre che essere preoccupante perché inserita nella nostra “sanità olimpica” sempre acclamata.

L’utente in questione è persona che necessita di una visita ortopedica con priorità B ( quella a 10 giorni per capirci). Come da prassi – data peraltro l’urgenza – appena ricevuta l’ impegnativa dal proprio medico di base, la stessa si è rivolta subito al CUP per la prenotazione.
Alla sua richiesta, presso l’Ospedale di Feltre, si è sentita dare la disponibilità all’Ospedale di Cortina!
Se 6 km per un ragazzino a piedi sotto la neve sono un’enormità, 100 chilometri e più di due ore di macchina (quando va bene…e non certo in questi giorni), anche per una persona malata, non sono uno scherzo!

L’utente non ha potuto accettare ed oggi è in lista d’attesa per una sede e per una data certa. Nessuna notizia per ora, nessuna voglia di andare nel privato, anche se convenzionato, perché crede fermamente nel servizio sanitario pubblico e perché chiede di essere “seguita” quanto più possibile vicino casa ( non certo a 100 chilometri).
Come Comitato Feltrino, che da anni segue cosa succede alla nostra sanità bellunese, una riflessione la dobbiamo portare e far fare.

Il primo punto riguarda “gli ambiti di garanzia” che con la DGR 626/2024 definiscono le aree entro le quali ottenere una prestazione. Ora la nostra provincia non è particolarmente favorevole agli spostamenti data la conformità e i servizi offerti; è un problema sempre ed è una barriera insuperabile ( o uno “slalom in salita” per stare sulle olimpiadi invernali) in questo periodo di pre-olimpiadi/olimpiadi con un impatto per la persona (fragile) sia dal punto di vista sociale che economico. Dovrebbe farsi accompagnare sempre , e in questo periodo prendere due biglietti da 10 euro da Calalzo o Longarone , come se fossero in vacanza, e verificare se possono per tempo avere i PASS.

Ma se questo è già assurdo, c’è un altro aspetto che non può passare inosservato: a Cortina non c’è un Ospedale Pubblico ma un “ospedale” convenzionato che , per le Olimpiadi, è stato finanziato anche dalla Regione Veneto ed è a gestione privata.
La domanda sorge spontanea: perché bisogna andare a Cortina? Dove sono tutti gli ortopedici degli altri ospedali bellunesi? Tutti a Cortina precettati dalla Direzione Sanitaria? Il “Codivilla” diventerà l’ospedale dell’eccellenza ortopedica, come lo stesso nuovo Assessore Regionale, Dott. Gerosa, auspica per la nostra sanità? Piano piano arriveranno a depotenziale gli altri ospedali bellunesi?

A Feltre hanno già accorpato neurologia e ortopedia in un unico reparto al 6° piano dell’Ospedale “S.Maria d.Prato”: non hanno chiuso ma hanno ridotto letti … e siamo certi questo non succede solo in questo ospedale bellunese.
“C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando” è il titolo di un documentario inchiesta che analizza la crisi della sanità e le privatizzazioni in Calabria. Ma se è vero che nevica più al sud rispetto che da noi, forse sta “salendo” dallo stivale una politica di tagli della sanità pubblica a favore di quella privata? Perché pare che al Codivilla- Ospedale di Cortina, gestito dalla società emiliana GVM, ci sia un Punto di Primo Intervento (PPI) attivo 24 ore su 24 – 7 giorni su 7 , con diagnostica attiva per servizi di radiologia, TC e risonanza magnetica sempre aperta …. Mentre a Feltre si chiude alle 19.30 la refertazione e nel fine settimana è bene non farsi male. Un Primo intervento (privato) che gestisce l’assistenza a bassa complessità e che per casi gravi rimanda agli ospedali più attrezzati (pubblici).
Dobbiamo solo ringraziare il personale che lavora nei nostri Ospedali se ancora “tutto va “abbastanza” bene”?

Così finisce che la Regione Veneto finanzia un policlinico olimpico “di 86 posti letto di area medica, chirurgica, in particolare ortopedica, e di medicina fisica e riabilitativa, con attività di laboratorio” ( cit. Dirigente Dott Dal Ben) e ….lì – nel privato – invia anche il paziente feltrino che ha bisogno di una “semplice” visita ortopedica.

Se non fosse che Cortina è troppo cara per viverci, con sempre più “foresti” …e forse sempre più “sfruttata”, ci verrebbe voglia di trasferirci tutti lassù! (anche no!)

Comitato Feltrino per Il Diritto alla Salute

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