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Caso Dolomitibus / La Linea. Il costo elevato del biglietto. I prezzi medi nelle città. Il rimborso per i residenti

Linea 30 Calalzo-Cortina: un rincaro del 400% senza prevedere deroghe per gli studenti. Politica sotto accusa, sottovoce gira la parola “dimissioni”

Il caso del ragazzino di 11 anni in Cadore ha sollevato un’ondata di indignazione, non solo per la durezza del gesto (essere lasciato a piedi sotto la neve per 6 km), ma anche per il “pasticcio” tariffario legato alle imminenti Olimpiadi invernali del 2026.

Il prezzo di 10 euro per la tratta Calalzo-Cortina, infatti, non è la tariffa standard per un bambino, ma un nuovo biglietto unico “olimpico” introdotto proprio per potenziare quella linea (la Linea 30) in vista dei Giochi, eliminando di fatto i vecchi biglietti chilometrici per chi non ha un abbonamento.

Ecco una panoramica sulla situazione dei trasporti per i minori e i costi medi in Italia.

I ragazzini pagano nelle grandi città?

Le regole variano molto da città a città. In Italia non esiste una norma unica: ogni comune o azienda di trasporti (ATM, ATAC, GTT) decide in autonomia.

Città Regola per gli 11 anni Note
Milano (ATM) Gratis I ragazzi viaggiano gratis fino al compimento dei 14 anni.
Roma (ATAC) Pagano La gratuità è prevista solo fino ai 10 anni. A 11 anni si paga.
Torino (GTT) Gratis (con tessera) Esiste l’abbonamento “Junior” che permette ai minori di 11 anni di viaggiare gratis.
Napoli (ANM) Pagano Generalmente la gratuità è limitata ai bambini sotto i 6 anni.
Emilia-Romagna Gratis Grazie all’iniziativa “Salta su”, il bus è gratis per tutti gli studenti delle elementari e medie.

 Agevolazioni per studenti e lavoratori

Nonostante il caso del Cadore sia legato a una tariffa speciale, il sistema italiano prevede diverse tutele per i pendolari:

  • Studenti: Quasi tutte le città offrono abbonamenti “Under 26” con sconti che vanno dal 30% al 50% rispetto alla tariffa piena. A Roma, ad esempio, gli under 19 possono avere l’annuale a soli 50 euro (senza limiti di reddito).

  • Lavoratori: Esistono abbonamenti annuali agevolati. Inoltre, è possibile detrarre il 19% delle spese per l’abbonamento dalla dichiarazione dei redditi.

  • Bonus Trasporti 2026: Molte regioni (come il Veneto o il Lazio) hanno stanziato dei Voucher (fino a 200€) per aiutare le famiglie con ISEE basso a coprire il costo degli abbonamenti annuali.

I prezzi medi: perché 10 euro è un’anomalia?

Il biglietto da 10 euro pagato (o richiesto) in Cadore è un prezzo molto superiore alla media nazionale per una corsa singola, giustificato dall’azienda come una “tariffa flat” giornaliera per i turisti delle Olimpiadi.

  • Prezzo medio biglietto urbano: Tra 1,50€ e 2,20€ (valido solitamente 90-100 minuti).

  • Prezzo medio extraurbano (per 30km): Circa 3,50€ – 4,50€.

  • Il “caso” Dolomitibus: Prima della riforma olimpica, la tratta Calalzo-Cortina costava circa 4-5 euro. Il salto a 10 euro è stato pensato per trasformare il bus in una sorta di “navetta ad alta frequenza”, ma ha finito per penalizzare i residenti occasionali che non hanno l’abbonamento.

In caso di mancanza del biglietto, le linee guida del Ministero e delle associazioni dei consumatori suggeriscono che un minore non dovrebbe mai essere fatto scendere in condizioni di potenziale pericolo (come neve, buio o zone isolate). L’autista dovrebbe limitarsi a elevare la sanzione amministrativa

La questione non riguarda solo un biglietto non pagato, ma un cortocircuito tra burocrazia, tariffe “gonfiate” per l’evento e responsabilità umana.

1. Manca la formazione degli autisti?
È uno dei punti centrali del dibattito. L’autista coinvolto (61enne, dipendente della ditta subappaltatrice La Linea spa) ha dichiarato pubblicamente: “Non ci hanno detto nulla sui minorenni che vanno fatti salire comunque”.

La difesa dell’autista: ha ammesso l’errore (“Mi fa male il cuore, ho sbagliato”), ma ha sottolineato di essere stato pressato dalla rigidità delle nuove regole olimpiche e da un clima di forte stress (ritardi dovuti alla neve e insulti da parte di altri passeggeri).

Il protocollo aziendale: tecnicamente, quasi tutte le aziende di trasporto hanno linee guida che vietano di lasciare a terra minori o persone fragili in condizioni di pericolo (neve, buio, zone isolate). Tuttavia, la confusione generata dal nuovo “biglietto olimpico” da 10 euro (che ha improvvisamente annullato i vecchi carnet da 2,50€) sembra aver mandato in crisi l’applicazione del buon senso.

2. Responsabilità e richieste di dimissioni
Al momento, le conseguenze si sono concentrate su tre livelli:

Sospensione immediata: L’autista è stato sospeso dal servizio in via precauzionale sia da La Linea che da Dolomitibus.

Inchiesta della Procura: la Procura di Belluno ha aperto un fascicolo per abbandono di minore (art. 591 c.p.). La famiglia ha infatti sporto querela: il bambino ha camminato per 6 km sotto la neve a -3°C, arrivando a casa in stato di principio di ipotermia.

Pressione politica: Non ci sono state ancora dimissioni ai vertici, ma una fortissima bufera politica. Il Partito Democratico e altre forze regionali hanno chiesto di rivedere il modello di gestione di Dolomitibus, criticando il fatto che il servizio pubblico sia stato “svenduto” alle logiche di profitto delle Olimpiadi. La consigliera Sindi Manushi ha proposto di riportare la società sotto un controllo pubblico più stretto.

3. Cosa è cambiato dopo lo scandalo?
L’indignazione è stata tale che le autorità sono dovute correre ai ripari in tempi record:

Ripristino delle tariffe: Dal 31 gennaio 2026, la Provincia di Belluno ha deciso di reintrodurre il biglietto ordinario chilometrico per i residenti sulla linea Calalzo-Cortina. I 10 euro restano solo per i turisti.

Rimborsi: È stato stanziato un fondo di 10.000 euro per rimborsare i residenti che hanno dovuto pagare la tariffa olimpica nei giorni scorsi.

Un gesto riparatore: Il ragazzino è stato ufficialmente invitato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi come ospite d’onore, un tentativo simbolico di chiudere una vicenda che ha rischiato di trasformarsi in tragedia.

Sembra, insomma, esserci stata una mancanza di direttive chiare su come gestire la transizione alle tariffe olimpiche per i residenti. L’autista ha pagato con la sospensione, ma la critica maggiore è rivolta alla dirigenza e agli enti locali che hanno approvato un rincaro del 400% senza prevedere deroghe per gli studenti.

Come richiedere il rimborso (Linea 30 Calalzo-Cortina)

Dopo le polemiche, la Provincia di Belluno e Dolomitibus hanno attivato una procedura straordinaria per rimborsare i residenti che hanno pagato i 10 euro del “biglietto olimpico”.

  • Chi può richiederlo: Tutti i residenti nella provincia di Belluno che hanno acquistato il biglietto da 10 euro sulla Linea 30 tra l’entrata in vigore della tariffa e il 31 gennaio 2026.

  • Cosa serve:

    1. Il biglietto originale (cartaceo o digitale).

    2. Documento d’identità che attesti la residenza in un comune della provincia.

    3. Modulo di reclamo/rimborso scaricabile dal sito ufficiale di Dolomitibus (sezione “Contatti” o “News”).

  • Dove inviarlo: Può essere inviato via PEC a dolomitibus@pec.it oppure consegnato a mano presso le biglietterie centrali di Belluno o Cortina d’Ampezzo.

  • L’importo: Verrà rimborsata la differenza tra i 10 euro pagati e la vecchia tariffa chilometrica (circa 5-6 euro di rimborso a biglietto).

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