Sindacati e Comune compatti a Roma: lo stabilimento è sano e ha ordini, inaccettabile la dismissione svedese. Chiesto un protocollo d’intenti per evitare speculazioni finanziarie.
ROMA / FELTRE – Non è una crisi di mercato, ma una scelta strategica che il territorio non intende accettare passivamente. Si è concluso con una posizione di fermezza il tavolo di crisi sullo stabilimento Hydro di Feltre, riunitosi oggi, 20 gennaio 2026, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
Al centro del confronto, che ha visto la partecipazione delle segreterie nazionali e territoriali di FIM, FIOM e UILM, delle RSU, dell’azienda e delle istituzioni (Regione Veneto e Comune di Feltre), c’è il futuro produttivo e occupazionale di un sito che rappresenta un pilastro dell’economia bellunese.
Il paradosso di un’azienda sana
Dall’incontro è emerso un dato che i sindacati definiscono paradossale: lo stabilimento di Feltre non soffre di una crisi di ordini, anzi, i clienti continuano a richiedere i prodotti. La decisione di dismettere il sito deriverebbe esclusivamente da logiche della casa madre svedese.
«Riteniamo inaccettabile che una multinazionale decida di abbandonare un sito sano con competenze elevate», hanno dichiarato le sigle sindacali, ribadendo che la priorità assoluta resta la permanenza dello stabilimento nel perimetro del Gruppo Hydro.
L’Advisor sotto tutela ministeriale
Preso atto della volontà dell’azienda di procedere comunque alla cessione, i rappresentanti dei lavoratori hanno posto una condizione “politica” invalicabile sul metodo della reindustrializzazione. La ricerca di un acquirente da parte dell’Advisor incaricato non potrà essere un’operazione privata e isolata.
«Il mandato dell’Advisor deve essere inserito formalmente in un Protocollo d’Intenti con il Ministero nel ruolo di garante», chiedono i sindacati. L’obiettivo è blindare il processo: non si cerca un semplice compratore, ma un solido progetto industriale di lungo periodo che scongiuri operazioni puramente speculative.
Il fronte comune con il Comune di Feltre
A dare forza alle richieste dei lavoratori è intervenuto il Sindaco di Feltre, che ha definito lo stabilimento un «patrimonio sociale imprescindibile». Il Primo Cittadino ha espresso totale appoggio alla richiesta di un accordo quadro ministeriale, sottolineando come la città non sia disposta a subire impoverimenti del tessuto economico decisi a tavolino all’estero.
Criticità operative e prossimi passi
Le RSU hanno inoltre lanciato l’allarme sulla gestione quotidiana: le recenti uscite di personale stanno creando forti criticità operative. Per attirare investitori credibili, sostengono i rappresentanti, è necessario che il sito resti efficiente, produttivo e capace di evadere gli ordini correnti.
Il Ministero ha confermato che monitorerà ogni passaggio del processo, fissando già la data della verità: il tavolo è aggiornato all’11 febbraio 2026. In quella sede, le parti si aspettano risposte chiare sul piano di lavoro dell’Advisor e sui primi riscontri di interesse industriale per il futuro dello stabilimento feltrino.

