Belluno, 14 settembre 2025 – La decisione della giunta de Pellegrin di stanziare quasi 16mila euro per l’acquisto di pistole e munizioni per la Polizia locale accende il dibattito a Belluno. A sollevare una dura critica è il movimento Generazione Europa Liberali e Democratici Bellunesi (GEL), che definisce la scelta “sbagliata” e fuori luogo per una città come Belluno.
Secondo i giovani liberali-democratici, dotare di armi i vigili urbani non risponde a una reale necessità del territorio. “Belluno non è una metropoli ad alta criminalità”, si legge in una nota del GEL. “Qui i reati sono bassissimi e il fenomeno delle cosiddette baby gang è praticamente inesistente. Spendere soldi pubblici per armare i vigili non è una priorità, anzi è uno spreco di risorse”.
Polizia di prossimità, non “militarizzata”
Per il GEL, la Polizia locale dovrebbe mantenere la sua missione di polizia amministrativa e di prossimità. L’investimento, che include anche 3.500 euro per l’addestramento, viene giudicato eccessivo e mal indirizzato. I fondi, a detta del movimento, sarebbero potuti essere usati per aumentare la presenza degli agenti sul territorio, sia nei quartieri che durante le ore serali, per rispondere a bisogni concreti come la gestione del traffico e la vigilanza.
Inoltre, il GEL si dice sorpreso dalla discordanza all’interno della maggioranza: mentre si investe in armi, un consigliere della Lega avrebbe chiesto di aumentare l’organico a 36 agenti, rispetto agli attuali 25. “Ci chiediamo se effettivamente in maggioranza si parlino tra loro e perché non si sia provveduto a riempire l’organico in questi 3 anni di amministrazione”, sottolinea il movimento.
Sicurezza con la fiducia, non con le armi
La posizione del GEL è chiara: la sicurezza si costruisce con la prevenzione e la fiducia, non armando gli agenti. “Armare i vigili rischia di alimentare paura e diffidenza, invece di rafforzare il senso di comunità”, spiegano i rappresentanti del gruppo. “Noi crediamo che Belluno abbia bisogno di una Polizia locale vicina al cittadino, riconoscibile e presente nei quartieri, non militarizzata”.
La conclusione di Jurgen Ismaili, vicepresidente di GEL, è netta: “La giunta de Pellegrin ha fatto una scelta politica sbagliata. Chiediamo con forza che le risorse vengano investite nel modo giusto: più vigili in strada, più controlli nelle piazze, più attenzione ai quartieri. Belluno non ha bisogno di pistole, ma di presenza e buon senso”.
