Palanzano (PR) – È stata una trasferta densa di emozioni quella vissuta dal Coro Voci delle Dolomiti, che lo scorso fine settimana ha portato le armonie di montagna nel cuore dell’Emilia, ospite della rassegna “Voci d’Incontro” organizzata dal coro locale Le Maestà. Giunta all’ottava edizione, la manifestazione ha scelto quest’anno di accogliere il gruppo bellunese, presieduto da Roberto Prade, per un incontro musicale capace di intrecciare tradizioni e territori diversi.
La cornice del concerto è stata la chiesa romanica di San Martino, un luogo intriso di storia e caratterizzato da un’acustica calda e avvolgente, che ha esaltato le sonorità corali. Davanti a un pubblico numeroso e attento, il coro diretto da Michele Feltrin ha proposto un programma che ha spaziato tra i classici della tradizione alpina, con brani di montagna capaci di evocare immagini di pascoli, cime e vita comunitaria. Le voci, amalgamate con precisione e intensità emotiva, hanno risuonato tra le navate suscitando applausi sinceri e ripetuti.
La trasferta è iniziata sabato mattina e si è conclusa la domenica, con una parentesi dedicata alla scoperta delle eccellenze locali: la visita a un caseificio del Parmigiano Reggiano e, a seguire, un pranzo offerto dal Gruppo Alpini di Palanzano, in un clima di calorosa ospitalità.
«Ringraziamo di cuore il coro Le Maestà per questa bellissima esperienza» – ha commentato il direttore Feltrin – «Sono momenti che arricchiscono non solo sul piano musicale, ma anche su quello umano, rafforzando i legami d’amicizia e lo spirito di gruppo. Portare la coralità alpina in terra emiliana è stato, per il Coro Voci delle Dolomiti, un modo per ribadire che il canto non conosce confini: è linguaggio universale, capace di unire voci e cuori, dalle Dolomiti fino alla pianura».
«Mi congratulo con il Coro Voci delle Dolomiti per aver ancora una volta esportato i valori bellunesi al di fuori dei nostri confini – commenta il sindaco di Longarone Roberto Padrin -. Il canto in questo caso è stato uno strumento per unire comunità e per valorizzare il nostro territorio anche in terra emiliana. Grazie quindi a tutti i coristi».
