HomeArte, Cultura, Spettacoli, EventiNo Place on Earth. Quando l'oscurità del presente diventa suono, nell'ultimo cd...

No Place on Earth. Quando l’oscurità del presente diventa suono, nell’ultimo cd di Roberto Mares

Nel panorama musicale contemporaneo, dove la sperimentazione e l’introspezione si intrecciano sempre più spesso, il ritorno di Roberto Mares con No Place on Earth si presenta come un’opera intensa e meditativa. Un viaggio sonoro che attraversa l’oscurità del presente, esplorando il disorientamento e la solitudine con una sensibilità quasi cinematografica.

L’album, interamente composto, arrangiato e prodotto da Mares, si muove tra elettronica, ambient, echi di post-rock e suggestioni neoclassiche. Ogni brano è un tassello di un mosaico emotivo complesso, dove la tensione si alterna a momenti di quiete, e la nostalgia diventa un filo conduttore.

Un viaggio sonoro tra inquietudine e speranza

Dall’apertura con “Esodo [Part I]”, caratterizzata da chitarre effettate e sintetizzatori avvolgenti, fino alla conclusione con “Zero to power of 10 equals zero”, l’album si snoda come una narrazione interiore. La voce eterea di Merel Van Dijk in “La direction est claire” aggiunge un ulteriore livello di profondità, mentre la collaborazione con Flavio Ferri e altri artisti arricchisce il tessuto sonoro con dettagli raffinati.

La produzione è impeccabile: il suono è stratificato, ma mai ridondante. Le tracce sembrano respirare, concedendo spazio ai silenzi tanto quanto alle esplosioni sonore. C’è un forte senso di spazialità, come se ogni nota fosse stata progettata per fluttuare in un ambiente aperto, senza confini.

L’arte come resistenza

Mares non si limita a comporre musica, ma costruisce un’esperienza emotiva. No Place on Earth è il riflesso di un’umanità in bilico, alla ricerca di un significato in un mondo frammentato. Non c’è retorica, solo la sincerità di un artista che traduce il caos contemporaneo in suono.

Un album che non cerca facili consolazioni, ma lascia uno spiraglio di luce. Perché, come suggerisce Mares, la consapevolezza è una forma di speranza a cui non possiamo rinunciare.

Consigliato a chi ama il genere musicale : Brian Eno, Max Richter, Tim Hecker, Sigur Rós

Roberto Mares

Musicista e graphic designer, il suo percorso artistico si è sviluppato all’insegna della ricerca sonora, mescolando elettronica, neoclassica, ambient e suggestioni cinematografiche.

Dagli esordi nella scena new wave e post-punk della fine degli anni ’80 fino alla recente pubblicazione di No Place on Earth (2025), Mares ha costruito una carriera che si muove tra tradizione e innovazione, intrecciando strumenti elettronici e acustici in un dialogo continuo tra passato e futuro.

Le origini e la formazione

Autodidatta, Mares inizia a suonare a 19 anni, entrando a far parte di diverse formazioni locali. Nel 1991 raggiunge la finale del prestigioso Premio Musicultura – Città di Recanati, un riconoscimento che segna l’inizio del suo percorso professionale.

Gli anni romani, tra il 1991 e il 1997, sono fondamentali per la sua crescita musicale: frequenta la Scuola Popolare di Musica di Testaccio e approfondisce la ricerca vocale con maestri del calibro di Giovanna Marini, Antonella Talamonti, Amelia Cuni e David Hykes. Studia inoltre pianoforte con Andrea Alberti, sviluppando un linguaggio musicale sempre più personale.

Collaborazioni e progetti artistici

Dal 1997 al 2011, in Toscana, stringe una collaborazione con Emiliano Nigi, partecipando a eventi come Serate Illuminate (LI), caratterizzati da improvvisazioni sonore e performance visive. Prende parte al collettivo teatrale Edelweiss e nel 2002 entra nel Koan Loop Ensemble insieme a Massimo Fantoni, progetto che unisce sperimentazione sonora e spettacoli dal vivo.

Il ritorno a Belluno nel 2011 segna la nascita della band MOORPIE, una formazione orientata alla libera improvvisazione, con performance in mostre e installazioni artistiche.

Le produzioni discografiche

Nel 2021 Mares avvia il suo primo progetto discografico solista: l’album Something’s About to Happen esce nel 2023, arricchito dalla partecipazione di musicisti di spicco come Julia Kent, Sara Ardizzoni e Massimo Fantoni.

L’anno successivo pubblica il singolo Only Happen Now, che vede la collaborazione di Fabio Capanni. Ma è con No Place on Earth (2025) che Mares compie un ulteriore passo avanti, coinvolgendo artisti del calibro di Merel Van Dijk, Flavio Ferri, Alessandro Sgarito, Antonio Tonietti, Igor De Paoli e Matteo Visigalli, in un album che esplora il senso di smarrimento del presente attraverso il suono.

Un percorso artistico in continua evoluzione, dove ogni nota è un tassello di un’indagine emotiva profonda e mai scontata.

- Advertisement - Roberto Denart
- Visite -

Pausa caffè

Sport & tempo libero

Al via da Lamon “La Strada del Giro”: primo appuntamento venerdì 8 maggio

Feltre, 6 maggio 2026 - Prende il via venerdì 8 maggio a Lamon il ciclo di eventi “La Strada del Giro”, il programma di...