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giovedì, Febbraio 29, 2024
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Partigiani e patrioti. Presentato il volume curato da Franco Comin e Silvia Comin con la direzione scientifica di Enrico Bacchetti, Diego Cason e Adriana Lotto

Il volume edito dall’Isbrec “Il coraggio e la passione Partigiani e patrioti riconosciuti nel Bellunese e militari bellunesi riconosciuti partigiani all’estero curato da Franco Comin e Silvia Comin con la direzione scientifica di Enrico Bacchetti, Diego Cason e Adriana Lotto

Frutto di cinque anni di ricerca, il libro (676 pagine) raccoglie oltre 5000 schede che
illustrano l’attività di partigiani e patrioti che operarono in provincia di Belluno e di bellunesi che presero parte alla lotta al nazi-fascismo all’estero. Al termine del secondo conflitto mondiale, quanti si impegnarono nella lotta di liberazione poterono fare richiesta di riconoscimento allo Stato italiano; ciò avrebbe dovuto consentire loro di ricevere, oltre al certificato, anche un riconoscimento economico e un aiuto nella difficile ricerca di una nuova occupazione nell’Italia libera.
I richiedenti dovettero presentare una domanda che venne vagliata da tre successive
commissioni incaricate di verificarne la veridicità. Tale documentazione, conservata presso
l’Archivio centrale dello Stato a Roma, è alla base del lavoro che verrà presentato, ma i ricercatori impegnati nel progetto si sono avvalsi anche dei documenti presenti presso l’Archivio di Stato di Belluno e l’Isbrec. I dati raccolti sono poi stati verificati e corretti sulla scorta di quanto è stato possibile accertare presso gli uffici Anagrafe dei comuni in cui nacquero i partigiani e i patrioti riconosciuti.
Il risultato di questo paziente lavoro di ricerca è nel volume edito cui dovrà far seguito un
secondo tomo che raccoglierà anche i nomi di quanti operarono prevalentemente o
esclusivamente in altre regioni e province italiane. Ma già ora è possibile restituire il quadro assai composito e articolato del partigianato bellunese, da una parte chiarendo sempre meglio la portata di tale fenomeno e dall’altra restituendo visibilità e offrendo un doveroso omaggio a quanti misero a repentaglio la propria vita (talvolta sino a perderla) nella lotta ai totalitarismi e in nome della democrazia.
Il volume, peraltro, non ha la pretesa di raccogliere i dati di tutti coloro che operarono nelle
formazioni partigiane tra settembre 1943 e maggio 1945, giacché molti uomini, e soprattutto donne, alla conclusione delle vicende belliche preferirono non presentare la richiesta di riconoscimento. Nonostante ciò, il risultato conseguito con la ricerca permette oggi di aver più chiaro il contesto in cui partigiani e patrioti si trovarono ad operare. Il libro lo fa emergere anche attraverso i saggi Le formazioni partigiane in provincia di Belluno al 5 maggio 1945. Il contesto storico di Diego Cason e Partigiane e patriote: le donne bellunesi nella guerra e nella Resistenza di Adriana Lotto, nonché gli approfondimenti di Franco Comin (Il riconoscimento della qualifica di partigiano e di patriota) e Silvia Comin (Introduzione ai profili biografici: note archivistiche e editoriali). A ciò si aggiungono alcuni apparati utili a comprendere la dislocazione sul territorio e i vertici delle diverse formazioni operanti nel territorio bellunese.
Il progetto ha ottenuto il patrocinio di diversi enti e istituzioni, tra cui l’Archivio centrale
dello Stato di Roma, l’Archivio di Stato di Belluno, la Provincia di Belluno e ventotto Comuni
della provincia. L’Isbrec, quale promotore della ricerca e della pubblicazione, ha altresì ottenuto un contributo da parte della Regione Veneto che ha inteso contribuire alle spese di stampa stante il valore dell’opera.

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