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Francesco De Barba, l’uomo che ha riportato in Italia la formula segreta della benzina solida dell’ingegner Gaetano Fuardo

Francesco De Barba

Si chiama Francesco De Barba, vive a Milano e ha origini bellunesi, l’uomo che trentacinque anni fa è riuscito a riportare in Italia la formula segreta della benzina solida, brevettata e pubblicata dall’ingegnere chimico Gaetano Fuardo nel 1935 a Parigi. Stiamo parlando di un’invenzione rivoluzionaria che avrebbe potuto cambiare completamente la filiera di distribuzione del carburante, niente più petroliere, autobotti, pompe di benzina. Una scoperta ignorata dall’Italia di Mussolini, accolta dalla Francia, contesa dalla Gran Bretagna di Churchill e la Germania di Hitler, approdata anche negli Usa e utilizzata nella guerra in Indocina del 1954 dai francesi. Inizieremo dalla fine. Dall’operazione del recupero della formula da parte di Francesco De Barba. Il suo nome sale agli onori delle cronache nel luglio del 1987, quando il settimanale Gente dedica un lungo servizio a Elisabetta Viviani che ricorre all’aiuto del “Mago di Sanremo” per troncare definitivamente la sua relazione sentimentale con Gianni Rivera. Intervento perfettamente riuscito, tant’è che Francesco De Barba, in arte Mago di Sanremo, instaurerà egli stesso una relazione sentimentale con Elisabetta Viviani. Del Mago di Sanremo si occuperà anche il Corriere della Sera il 24 maggio del 1988 per dare notizia della storia che oggi ci interessa, ovvero il recupero delle carte sulla benzina solida dell’ingegner Fuardo. Ebbene, abbiamo rintracciato Francesco De Barba per farci raccontare come riuscì ad entrare in possesso della documentazione della benzina solida, considerata una delle “armi segrete” di Hitler e che tutti si contendevano durante la Seconda guerra mondiale.
Signor Francesco, il suo è un cognome tipicamente bellunese, ci racconta delle sue origini e di come è riuscito ad avere la documentazione dell’ingegner Fuardo sulla scoperta della benzina solida?
“Effettivamente le mie origini sono bellunesi, mio padre era di Belluno e mia madre della frazione di Marziai (Lentiai, Borgo Valbelluna. ndr), ma io ho vissuto principalmente a Milano. A Parigi, per una ventina d’anni ho gestito un ristorante. Ed è appunto a Parigi che ho conosciuto Giovanni Zampieri, un giornalista veneto, che mi raccontò la vicenda dell’ingegner Fuardo e del brevetto della benzina solida. Zampieri mi mise in contatto con un parlamentare francese che mi consegnò copia della documentazione dell’ingegner Fuardo sulla benzina solida”.
Quindi oggi quella documentazione è in suo possesso. E se qualcuno volesse produrre la benzina solida ideata dall’ingegner Fuardo lei sarebbe in grado di fornire il dossier necessario?
“Sì, certamente. E’ tutto custodito nella cassaforte di una banca”.

 

Gaetano Fuardo

La storia della benzina solida dell’ingegner Gaetano Fuardo

La storia, ricostruita in tutti i suoi dettagli è raccontata nel libro “Il giallo della benzina solida” di Salvatore Cosentino. L’autore racconta l’invenzione del carburante ininfiammabile da parte dell’ingegner Gaetano Fuardo (1878 – 1962), originario di Piazza Armerina (Enna), morto in miseria e delle vicende giudiziarie intraprese dai suoi eredi che ottennero il risarcimento dal governo francese. Rimasto orfano da ragazzino, Gaetano Fuardo, grazie al lascito di uno zio e a borse di studio frequenta il Politecnico di Torino e si laurea in ingegneria chimica a Milano. Partecipa alla Prima guerra mondiale con il grado di sottotenente di fanteria ed è qui, che vedendo gli aerei esplodere a causa del carburante liquido, inizia a studiare il metodo per trasformare la benzina in una sostanza gelatinosa, galleggiante, ininfiammabile che può essere stoccata in pacchetti facilmente trasportabili, E che può successivamente essere riportata allo stato liquido con un altro apparecchio creato da Fuardo che esercita una pressione alle mattonelle gelatinose di benzina solida, Ma, si sa, nessuno è profeta in patria, e per far valere la sua scoperta l’ingegnere siciliano nel 1920 deve emigrare in Francia dove un’industria è interessata alla scoperta. Alla fine degli anni ’30 in Inghilterra viene offerto a Fuardo un contratto per la cessione esclusiva del suo brevetto, ma l’ingegnere rifiuta e preferisce rientrare in Italia. Gli inglesi gli negano l’espatrio, ma interviene il Servizio Informazioni Militare italiano che organizza un blitz e porta Fuardo nei Paesi Bassi per poi consegnarlo alla Germania di Hitler che allestisce uno stabilimento nella regione della Vestfalia per la produzione della benzina solida che va a regime nel 1944, ma dura poco perché i bombardieri britannici distruggono lo stabilimento. A fine guerra due strutture cloni di quelle naziste compaiono negli Stati Uniti e produrranno benzina solida fino al 1952 dopodiché viene tutto dismesso perché probabilmente in conflitto con le lobby del petrolio. Ma è nuovamente la Francia interessata alla benzina solida che tramite i sui servizi segreti contatta l’ingegnere per ottenere benzina solida da impiegare nella guerra in Indocina. Dal dicembre 1953 al marzo 1954 i primi duecento metri cubi di benzina solida vengono lanciati in sacchi di iuta in Indocina per rifornire la base francese di Dien Bien Phu nel Tonchino e permetterà alle truppe francesi assediate di resistere per 57 giorni all’attacco dei vietnamiti. Questa storia è raccontata anche nel libro di memorie di guerra dal titolo “Dien Bien Phu” del generale Giap, l’eroe della indipendenza vietnamita, il “Napoleone rosso” come lo definì Time, morto a 102 anni nel 2013. In seguito il governo francese rompe il contratto con Fuardo accusandolo pretestuosamente di ritardi nelle forniture. Nel ‘53 probabilmente per mano dei servizi segreti francesi Fuardo subisce un attentato nel quale gli viene sottratta la borsa contenente i documenti segreti della benzina solida e viene lasciato a terra con un femore rotto. L’episodio fa precipitare la situazione psicologica di Fuardo, che finirà i suoi giorni in povertà e paranoico nel 1962 a 84 anni in un ospizio della Ciociaria e poi tumulato a Piazza Armerina.
(Fonti: repubblica. It rainews. It; wikipedia, ildialogodimonza.it)

Roberto De Nart

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