
“Il sindaco Jacopo Massaro sa che esiste il comma 5 dell’art. 50 del TUEL (Testo Unico Enti Locali) che permette ai sindaci di emettere ordinanze? A sferrare l’attacco è il commissario provinciale della Lega Franco Gidoni, che prosegue citando la norma:
“Le medesime ordinanze sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale, in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, anche intervenendo in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.”
“E dunque – sottolinea Gidoni – basta scaricare la responsabilità delle decisioni ad altri, gli strumenti per agire, se si vuole, ci sono”. recenti casi di aggressione, in centro storico e in periferia, in una cittadina dove fenomeni di questo tipo non se ne erano mai visti, impongono oggi una seria riconsiderazione delle politiche sulla sicurezza di questa amministrazione, secondo la sezione di Belluno della Lega. “I temi sono: sicurezza, responsabilità dei sindaci e funzioni in capo alla polizia locale, sono questioni da affrontare subito, non c’è più tempo da perdere. Se gli agenti vengono impiegati solo per controllare i parcheggi ed elevare le multe, allora io credo che il sindaco potrebbe anche sciogliere il corpo di polizia locale. Qui non si parla di vessare la popolazione con i controlli, ma di far sentire le persone sicure. Invece, in certe zone del centro, dopo una certa ora, si fa fatica a passare. Ma il sindaco lo sa questo? Finora cos’è stato fatto? Basta buonismi. La sicurezza – conclude Gidoni – non ha colore politico ed è dovere di un’amministrazione assicurarla alla sua comunità”
Sulla sicurezza il consigliere comunale Marzio Sovilla ha pungolato a più riprese il sindaco, ricevendo sempre la medesima risposta. “Massaro dice che, in base alle statistiche, Belluno è una città sicura – spiega -, ma noi dobbiamo guardare a come era anni fa, confrontare i numeri di oggi con quelli di allora per farci un’idea di quale direzione sta prendendo il fenomeno. La verità è che la percezione dei bellunesi della sicurezza è calata negli ultimi tempi, questo è un dato di fatto, basta chiederlo a chiunque. Rispetto a questo occorre potenziare il controllo sul territorio; l’altra sera, per esempio, c’erano diverse pattuglie in centro vicino alle casette, è positivo ma è poco, la presenza deve essere costante”.
“Il continuo verificarsi di atti di vandalismo in centro storico, di risse frequenti e ora anche di aggressioni è la prova, evidentemente, di come la politica dell’amministrazione non abbia saputo ostacolare efficacemente il fenomeno che, infatti, ha avuto una progressiva ed evidente escalation – commenta il segretario cittadino -. Fino a qualche anno fa parlavamo di scritte sui muri, oggi di risse e di aggressioni, ma ci rendiamo conto? In vista delle prossime elezioni una cosa possiamo dire con certezza: il capitolo sicurezza dovrà avere un posto importante nei programmi amministrativi”
