L’ondata di maltempo non è ancora finita. Nei prossimi giorni, fino a giovedì, sono previsti altri 120-150 mm d’acqua, con il limite della neve sceso a 600-800 metri.
«Al termine di questo ennesimo episodio di pesante maltempo – ha dichiarato Roberto Padrin, presidente della Provincia – dobbiamo rilevare ancora una volta tutte le fragilità della nostra terra, già ferita da Vaia. Un pensiero di vicinanza a tutti coloro che hanno avuto danni e disagi, e a chi al momento si trova fuori casa, sfollato. Credo che possiamo ritenerci fortunati per non aver avuto vittime. Vista la quantità di frane, la violenza di vento e pioggia, e la situazione neve, direi che è già un primo dato positivo, che mostra anche il grande senso di responsabilità dei bellunesi. Da Vaia abbiamo imparato molto, dal senso di comunità al valore del volontariato, ma anche il rispetto delle prescrizioni e delle richieste di non spostarsi se non strettamente necessario. Ora è cominciata la conta dei danni, che sarà inevitabilmente pesantissima, anche perché rischia di essere aggravata dagli eventi meteo dei prossimi giorni. Le previsioni parlano di un ulteriore peggioramento domani e di pioggia e neve anche mercoledì. Per questo rinnovo l’invito: non muovetevi. E ai turisti dico: avremo altre occasioni per ammirare le nostre splendide località, pronte a rinascere con l’appoggio di tutti, come è stato dopo Vaia».

«Stiamo completando i sopralluoghi di giornata – ha aggiunto Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale delegato alla Difesa del suolo e alla Protezione civile – ma serviranno altre uscite per monitorare tutti i dissesti creati dall’ultimo episodio meteo. Tra l’altro, domani è previsto un ulteriore peggioramento e diversi dissesti preoccupano, tant’è che abbiamo già dato incarico ai nostri tecnici di monitorare i fenomeni. Il territorio è in ginocchio e una volta di più si palesa il problema dello spopolamento, che aggrava i problemi creati dal cambiamento climatico. Abbiamo bisogno di risorse e mezzi diversi rispetto alla pianura. Queste situazioni lo dimostrano in tutta chiarezza. Lancio un grido d’allarme al governo. E faccio solo un esempio minimo: dal 2014 sono stati azzerati i trasferimenti statali per la viabilità provinciale, che ammontavano a 15 milioni di euro l’anno. Questo significa che la Provincia è costretta a usare altre risorse per le strade, erodendo anche i soldi del demanio idrico che dovrebbero servire per la lotta al dissesto idrogeologico. Ecco cosa intendo quando parlo di risorse. Non ci lamentiamo per niente, ma a ragione veduta».
