
Questa è davvero una questione di peso! A porla è l’Associazione Vivaio Dolomiti che chiede perché mai la Regione Veneto abbia speso un sacco di soldi per l’acquisto di nuovi treni in servizio sulla tratta recentemente elettrificata Conegliano – Vittorio Veneto – Belluno, se è vero che i tempi di percorrenza non miglioreranno, anzi potrebbero addirittura peggiorare.
La causa? il peso dei convogli e le strutture inidonee a portarli che costringerebbero, per ragioni di sicurezza, a diminuire la velocità in alcune tratte secondarie come appunto quelle tra Conegliano – Vittorio Veneto e Belluno.
Il problema è stato sollevato sui quotidiani locali in questi ultimi giorni, grazie alla segnalazione del sindacato ferrovieri dell’Orsa e dei tecnici di Rfi Rete Ferroviaria Italiana.
Sotto accusa dunque le strutture, ponti e viadotti, in rapporto al peso assiale dei nuovi treni:
quello più grande, il “Rock”, a due piani della Hitachi Rail Italy, espressamente progettato per i pendolari, con moduli a 4, 5 o 6 casse, con velocità di 160 km/h e una capacità massima di 1.400 persone.
e il “Pop” a mono piano (nella foto), che sarà impiegato nella tratta Conegliano – Vittorio Veneto Belluno, anch’esso a 3 o 4 casse, velocità massima di 160 km/h, con 530 posti totali, di cui oltre 300 a sedere nella versione a 4 casse, e circa 400 posti, con 200 a sedere nella versione a 3 casse.

“Se le indiscrezioni anticipate dalla stampa sono vere – dichiara il presidente dell’Associazione Vivaio Dolomiti, Gianni Pastella, affiancato da Simonetta Buttignon e dagli altri membri del direttivo – ci chiediamo perché mai siano stati sostituiti i treni a gasolio con quelli elettrici per avere tempi di percorrenza superiori con problemi di sicurezza per l’aumento dei pesi sulle precedenti strutture”.
Poiché l’Associazione viene per lo più associata alla battaglia sul prolungamento autostradale dell’ A27, con questo intervento, Vivaio Dolomiti desidera anche sottolineare il loro sostegno ad un corridoio che comprenda autostrada e ferrovia, per lo sbocco al Nord Europa.
Analogamente, è stata affrontata la questione della connessione veloce su fibra ottica, che non raggiunge ancora tutte le zone del Bellunese.
“Quali sono le strategie per il futuro di questa provincia”?
E’ la domanda che Vivaio Dolomiti rivolge ai politici affaccendati in faccende elettorali.
