HomeCronaca/PoliticaUlss n.2, traditi e derisi. Bellot: "La mia solidarietà ai sindaci"

Ulss n.2, traditi e derisi. Bellot: “La mia solidarietà ai sindaci”

Raffaela Bellot, senatrice
Raffaela Bellot, senatrice

“Era chiaro e noto da tempo, tanto ai sindaci quanto ad ogni cittadino della nostra provincia, quale fosse l’orientamento dei bellunesi in Regione Gidoni e Bottacin nel merito della battaglia per la salvaguardia della specificità della sanità montana”.

Ad affermarlo è la senatrice Raffaela Bellot (Fare!) all’indomani del voto in Regione che ha accorpato le due Ulss del Bellunese.

“La vergogna più grande – prosegue la parlamentare feltrina –  se ancora ci fosse stato bisogno di aggiungerne, arriva dai fatti di ieri: il bellunese unito e compatto propone una soluzione di incontro a mezza strada, chiedendo la nomina di un Direttore di Distretto e loro – Bottacin e Gidoni- che fanno? Nemmeno per un attimo considerano di sostenere le ragioni della terra che li ha eletti, ma anzi, liquidano i nostri sindaci come paranoici.

La vergogna è troppa per essere espressa. Non posso che dichiarare la mia solidarietà ai sindaci; conosco bene le battaglie che hanno condotto in questi mesi, perché le ho condivise con loro e soprattutto con la squadra dei tosiani in Regione, con cui abbiamo provato in tutti i modi a difendere i diritti di queste terre.

C’è stato un lavoro molto stretto, concertato con i Consiglieri del FARE! in Consiglio Regionale Veneto, che si sono spesi senza remore per difendere la voce dei bellunesi.

Purtroppo in sede di voto i numeri contano e, quando anche il PD ha deciso che continuare a fare opposizione non era più necessario, si sono spente definitivamente le possibilità di azione a tutela della nostra sanità montana.

Davvero un brutto momento per la nostra provincia, che brucia ancora di più perché chi ci ha boicottato ha invece preso le difese di Bassano e San Donà di Piave.

E una figura meschina per la Lega Nord feltrina – conclude Bellot –  che per anni ha raccolto firme per difendere la specificità della nostra sanità ma che ora,arrivati al famoso pettine, tace e ci svende attraverso i suoi rappresentanti regionali.”

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