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Gli impianti di risalita dovranno pagare Imu e Tasi. Secondo la Cassazione svolgono una funzione commerciale. D’Incà: “La pronuncia della Suprema corte produrrà un effetto dirompente”

Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle
Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Non più «mezzo pubblico di trasporto». Gli impianti di risalita svolgerebbero, ad avviso della Suprema Corte di Cassazione, una «funzione commerciale di ausilio ed integrazione dell’uso delle piste sciistiche» e quindi assogettati alla tassabilità ai fini IMU e TASI.

Questo è stato deciso con la recente sentenza 4541 del 21 gennaio 2015 ed in particolare, definendo il giudizio introdotto con ricorso dell’Agenzia del Territorio contro la società Funivia Arabba Marmolada-Sofma Spa, ha affermato l’illegittimità della tipologia catastale assegnata all’immobile definito fino ad ora mezzo pubblico di trasporto.

“La pronuncia della Suprema Corte di Cassazione costituisce un precedente giurisprudenziale che produrrà un effetto dirompente avendo sancito il principio della tassabilità ai fini IMU e TASI degli impianti di risalita” spiega il deputato Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle. Le stime delle associazioni di categoria parlano di cifre che vanno dai 25.000 euro all’anno per una seggiovia a sei posti ai 50.000 per una telecabina a otto posti.

“In altre parole – continua D’Incà – si tratta di un prelievo insostenibile per le aziende del settore, già sottoposte a condizioni di precarietà e per di più soggette all’imprevedibilità delle condizioni meteorologiche. La nuova imposizione avrà senz’altro ripercussioni negative su un comparto che invece andrebbe tutelato e salvaguardato in quanto strategico per l’economia turistica della montagna”.

Solo un diverso indirizzo politico del Governo potrebbe di fatto superare la decisione e l’orientamento dei giudici di legittimità e dell’Agenzia del territorio e delle Entrate. Di ciò ne è consapevole lo stesso Ministero dell’economia e delle finanze che, nel rispondere all’interrogazione presentata in data 31.3.2015, ha evidenziato come risulti “evidente che un’eventuale esenzione degli impianti necessiterebbe di un’apposita previsione legislativa, in relazione alla quale andrebbero valutati anche gli effetti in termini di impatto sull’erario.” Per questo motivo molti parlamentari del MoVimento 5 Stelle hanno sottoscritto la sollecitazione al Ministro al fine di assumere iniziative legislative volte ad escludere il prima possibile la tassabilità ai fini IMU e TASI degli impianti di risalita.

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