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Sfruttamento idroelettrico: i sindaci scrivono ai rappresentanti politici della Regione e del Governo. Alla Provincia di Belluno la competenza al rilascio dell’autorizzazione per la concessione di derivazione e per la costruzione e l’esercizio di impianti idroelettrici

Centrale di Soverzene
Centrale di Soverzene

I sindaci della Provincia di Belluno hanno condiviso e sottoscritto un documento in tema di concessioni idriche e di autorizzazioni alla costruzione  (di seguito riprodotto) e gestione di impianti idroelettrici, indirizzandolo direttamente al presidente Renzi, al ministro dello Sviluppo Economico, al sottosegretario Bressa, al governatore Zaia, al presidente del Consiglio regionale del Veneto, all’assessore all’Ambiente della Regione Veneto, ai parlamentari bellunesi e ai consiglieri regionali bellunesi.

Le istanze contenute riguardano, innanzitutto, la possibilità di esprimere parere obbligatorio e vincolante da parte dell’ente locale al rilascio dell’autorizzazione unica alla costruzione e all’esercizio di impianti idroelettrici; la previsione normativa di una quota certa, calcolata sulla produzione, da destinare all’ente locale; la facoltà alla Provincia di Belluno, in sinergia con i Comuni, di pianificare l’utilizzo della risorsa idrica per ogni bacino idrografico, nonché di negarlo ove sussistano particolari condizioni di pregio ambientale, storico e culturale; infine, il monitoraggio da parte dell’Ente Locale, 24 ore su 24, del deflusso minimo vitale (DMV) con la previsione che ogni sito sia dotato di strumentazioni obbligatorie in grado di fornire questo dato.

Sul piano legislativo, i sindaci chiedono che intervenga una riforma nazionale che dia maggior peso alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e delle comunità locali e non, come accade oggi, alla più elevata produttività energetica. Sollecitano poi la Regione Veneto a dare attuazione alla Legge Regionale 25/2014, trasferendo alla Provincia di Belluno la competenza al rilascio dell’autorizzazione per la concessione di derivazione e per la costruzione e l’esercizio di impianti idroelettrici.

Questa forte presa di posizione degli Amministratori bellunesi è la risposta alle incessanti richieste, promosse da numerose società private, di utilizzare le nostre risorse idriche per la produzione di energia elettrica, oltre che dai Consorzi di bonifica della pianura per fini agricoli, industriali ed in parte anche civili. La fotografia della situazione attuale rappresenta gli enti locali totalmente impotenti in quest’ambito, impossibilitati ad esprimere la propria visione sulle sorti del territorio amministrato. Alla cronaca vi sono casi gravissimi in cui dei Comuni si sono ritrovati coinvolti, sul piano della responsabilità, in fase giudiziale senza che nulla fosse stato loro chiesto in fase preliminare autorizzatoria. Sono chiare a tutti le difficoltà incontrate per salvaguardare e promuovere la condizione del “vivere in montagna”; le risorse idriche, oltre ad essere una delle poche fonti collettive di ricchezza, sono anche un elemento di vulnerabilità sul piano idrogeologico e dell’intero ecosistema.

Con tale documento, i sindaci hanno voluto esprimere la preoccupazione ed i disagi vissuti dai territori di cui sono rappresentanti e mandare un segnale chiaro circa la sempre maggior necessità di intraprendere cammini di autodeterminazione, al fine di dare una lettura corretta delle criticità e delle possibili soluzioni adottabili.

DOCUMENTO:
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Matteo Renzi
A mezzo mail: presidente@pec.governo.it

Al Ministro dello Sviluppo Economico
Federica Guidi
A mezzo mail: segreteria.ministro@mise.gov.it

Al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Gianclaudio Bressa
A mezzo mail: affariregionali@pec.governo.it

Al Presidente della Regine Veneto
Luca Zaia
A mezzo mail: presidenza@regione.veneto.it

Al Presidente del Consiglio Regionale Veneto
Clodovaldo Ruffato
A mezzo mail: clodovaldo.ruffato@consiglioveneto.it

All’Assessore all’Ambiente della Regione del Veneto
Maurizio Conte
A mezzo mail: protocollo.generale@pec.regione.veneto.it

Egr. Sig.ri On.li Deputati e Senatori Bellunesi

Raffaella Bellot
A mezzo mail: raffaela.bellot@senato.it

Federico D’Incà
A mezzo mail: dinca_f@camera.it

Roger De Menech
A mezzo mail: demenech_r@camera.it

Giovanni Piccoli
A mezzo mail: giovanni.piccoli@senato.it

Egr. Sig.ri Consiglieri Regionali

Dario Bond
A mezzo mail: dario.bond@consiglioveneto.it

Sergio Reolon
A mezzo mail: sergio.reolon@consiglioveneto.it

Matteo Toscani
A mezzo mail: matteo.toscani@consiglioveneto.it

OGGETTO: concessioni di derivazioni idriche e autorizzazioni alla costruzione e gestione di impianti idroelettrici – Trasmissione istanza.

Premesso che:
· ancora oggi il principale riferimento normativo in materia di concessioni di derivazione idrica è il R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, che prevede quale preminente parametro di valutazione delle istanze (sia private che pubbliche) quello della “più razionale utilizzazione delle risorse idriche**, che si traduce, di fatto, in un indice di migliore sfruttamento della risorsa idrica in termini di produzione energetica, senza alcun riferimento a valutazioni di ordine ambientale, paesaggistico o degli interessi della comunità locale insediata;
· il parametro sopra indicato comporta, in molti casi, che le istanze di concessione siano sottese a progetti palesemente sovrastimati in termini di produzione energetica, al solo scopo di ottenere la concessione di derivazione, a scapito di altre istanze presentate in concorrenza (anche qualora tali istanze siano presentate dagli enti locali, rappresentanti dell’interesse pubblico e della comunità);
· la normativa in materia di autorizzazione alla costruzione e alla gestione di impianti alimentati da fonti rinnovabili (d.lgs. 29 dicembre 2003, n. 387) qualifica tali impianti quali opere di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti, elevandoli al rango di interessi a tutela primaria, quali la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente;
· anche la disciplina regionale in materia si è rivelata, in molti casi, inadeguata, in quanto rivolta prioritariamente all’aspetto produttivo piuttosto che alla tutela del bene acqua, dell’ambiente e del paesaggio;
· la Regione ha di fatto sospeso i procedimenti in corso a seguito dell’attuazione delle disposizioni del D.L. 24/06/2014 n.91 di recepimento della Direttiva Europea in materia di Valutazione di impatto Ambientale, con particolare riferimento alle procedure di Infrazione della Commissione Europea;
· le note vicende accadute in Valle del Mis testimoniano il ruolo marginale e l’esautorazione dei Comuni nell’iter di rilascio delle concessioni di derivazione e di autorizzazione alla costruzione e alla gestione degli impianti, salvo poi il coinvolgimento dei Comuni territorialmente competenti in questioni giudiziarie conseguenti ad errori compiuti nell’iter procedurale di competenza regionale, rispetto a pareri comunque emessi da enti terzi e non dall’ente locale;
· il territorio della provincia di Belluno risulta già fortemente interessato da importanti prelievi delle sue risorse idriche, sia da parte dei grossi Concessionari per la produzione di energia idroelettrica, sia da parte dei Consorzi di bonifica della pianura per fini agricoli, industriali ed in parte anche civili;
· il territorio della provincia di Belluno, interamente montano, ha caratteristiche peculiari che gli hanno valso sia il riconoscimento della Specificità nello Statuto Regionale, e conseguente Legge attuativa, sia anche il riconoscimento delle Dolomiti bellunesi fra i siti targati Unesco.
Va sottolineato, però, che l’alto pregio del paesaggio e dell’habitat naturale è direttamente proporzionale alla fragilità delle dinamiche che caratterizzano tale ecosistema: in particolare, sul piano idrogeologico, forti sono le criticità idrauliche dovute alla conformazione geomorfologica, all’importante orografia, all’elevata piovosità e ai notevoli sbalzi di temperatura tra estate e inverno;
· la Direttiva quadro sulle ACQUE 2000/60/CE (con le successive direttive satelliti) pone come obiettivo, già nel 2015, di garantire il buono stato ambientale degli ecosistemi acquatici in termini di qualità e quantità;
· la Direttiva “Habitat” 92/43/CEE è il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità e, attraverso Rete Natura 2000, è diretta a garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

I Sindaci della Provincia di Belluno, consapevoli che le proprie risorse idriche sono già da tempo oggetto di sfruttamento a fini idroelettrici ed irrigui e consapevoli anche del fatto che ogni territorio opportunamente interagisce con i territori contigui, secondo principi di solidarietà orizzontale e favorendo reciproci scambi, sono allarmati dall’inesauribile pratica, innescatasi negli ultimi anni, di richiesta di concessione idrica per la costruzione di impianti di piccola derivazione, soprattutto da parte di società private, su qualsiasi tratto rimasto libero dei torrenti bellunesi. Inoltre, evidenziano che le Amministrazioni Locali non hanno pressoché alcuna incidenza nell’articolato iter autorizzativo sugli impianti localizzati nel territorio amministrato.
Pertanto, considerati tutti gli aspetti descritti in premessa, nonché i devastanti effetti ambientali ed economici che un ulteriore sfruttamento delle poche risorse idriche rimaste potrebbe generare,

i Sindaci chiedono:

· una riforma normativa, di livello nazionale, in materia di concessioni di derivazione e di autorizzazione alla costruzione e gestione di impianti idroelettrici, affinché la tutela ambientale, paesaggistica e delle comunità locali siano considerati parametri prioritari di valutazione, non subordinabili al mero criterio della maggiore produzione energetica;
· una riforma normativa e amministrativa, di livello regionale, in materia di iter autorizzatorio per la concessione di derivazione e per la costruzione e la gestione di impianti idroelettrici, affinché la competenza in materia venga trasferita totalmente a livello provinciale (almeno per la Provincia di Belluno, in attuazione dell’art. 15 dello Statuto e della legge regionale n. 25/2014);
· che gli Enti Locali, ove insiste il tratto di corso d’acqua oggetto di richiesta di concessione per piccola derivazione, possano esprimere parere obbligatorio e vincolante in sede di rilascio dell’Autorizzazione Unica alla costruzione e all’esercizio;
· in base alla L.R. 25/2014 sia data facoltà alla Provincia di Belluno, di concerto con gli Enti Locali, di pianificare puntualmente, per ogni bacino idrografico, l’utilizzo della risorsa idrica, nonché di individuare zone, di particolare pregio ambientale, storico e culturale, nelle quali sia impedito, a priori, di concedere ulteriori concessioni di derivazione idrica e conseguente costruzione di nuovi impianti;
· che agli Enti Locali sia destinata, per legge, una quota certa calcolata sulla produzione effettiva dell’impianto, cosicché risulti valorizzata la territorialità delle risorse;
· che vengano rese obbligatorie strumentazioni in grado di certificare, h 24, il rispetto del DMV, a prescindere dall’identità del soggetto gestore, sia esso una società privata o l’Ente Locale stesso.

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