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Lettera aperta ai sindaci * di Giacomo Deon, presidente di Confartigianato imprese Belluno

Giacomo Deon
Giacomo Deon

Se non ci fosse stato il Piano Casa la crisi del settore edile sarebbe stata più acuta: per la perdita di un numero maggiore di imprese e di dipendenti. I dati lo hanno ben spiegato nel convegno organizzato a Belluno da Confartigianato del Veneto e Confartigianato Belluno lo scorso 16 gennaio sul tema “I risultati del nuovo Piano casa e i possibili sviluppi alla luce della pronuncia del Consiglio di Stato”.

Purtroppo, all’appuntamento è mancata la partecipazione dei Sindaci, salvo quello di Forno di Zoldo, del Presidente dell’Unione montana di Belluno-Ponte nelle Alpi e di pochi altri rappresentanti.

Sono convinto , invece, che tutti i Sindaci avrebbero fatto bene a partecipare, visto anche il nostro accorato invito spedito Loro.

Il fatto mi rammarica soprattutto perché si è parlato di burocrazia, che soffoca il settore delle costruzioni, già in grande difficoltà per la crisi economica, ma soprattutto per una difficile transizione verso una nuova concezione di mercato, i cui tratti sono appena delineati, e per i quali gli imprenditori stentano ad introdurre quelle innovazioni che si renderebbero necessarie. Su tutto ciò, come è noto, qui nel Bellunese, in quanto territorio totalmente montano, tutto è più difficile.

Il convegno aveva rilevanza regionale, ma c’è stato un focus anche sulla realtà bellunese, che ritengo debba interrogarsi in tema di semplificazione burocratica tanto quanto le Amministrazioni della pianura e forse anche di più.

Quello che sgomenta è che la Pubblica Amministrazione non guardi alla realtà e, come è successo nella vicenda del Piano Casa, vengano sollevate questioni più di natura politica, che, ci pare, nascondano la volontà di guardare al proprio orticello piuttosto che andare incontro agli interessi generali.

Nella vicenda in parola, infatti, abbiamo assistito a una lotta politica ingiustificata: ricordiamo i proclami sulla cosiddetta cementificazione del territorio, e quindi a molteplici resistenze, piuttosto che ad argomentazioni su alternative credibili al problema che affligge oggi il settore edile: la burocrazia.

Questioni politiche, che a Confartigianato di Belluno interessano poco, anche perché basta ricordare che quando la nostra Provincia era governata dal Centro sinistra non si adottò un programma strategico che conteneva altrettanto importanti misure di semplificazione.

E, dunque, sempre meno si capisce ciò che è di destra da ciò che è di sinistra.

La burocrazia, però, è il vero problema per il rilancio dell’edilizia, perché se la crisi dipende da molti fattori la burocrazia dipende da noi: da una politica poco vicina alla realtà delle imprese e del mercato.

Si, anche del mercato, perché nonostante il Governo centrale abbia confermato le importanti agevolazioni per interventi di ristrutturazione e risparmio energetico, i cittadini più volenterosi – che devono fare i conti anche con le tasse sulla casa che sono cresciute a dismisura negli ultimi anni – molto spesso non hanno tempi e quindi costi certi. Non sanno, in altre parole, quando chiuderanno il cantiere.

Uffici tecnici che non si vogliono prendere responsabilità quando c’è da applicare una norma controversa e che preferiscono rinviare il problema. Già, perché, paradossalmente, anche gli Uffici tecnici comunali, quelli in buona fede, soffrono della mancanza di una normativa semplice, per cui si trovano molto spesso nelle condizioni di dover prendere delle decisioni che comportano rischi importanti in quanto responsabili del procedimento.

Nella preoccupazione che il cerino passi di mano, assistiamo al rimpallo delle competenze, anche tra Uffici tecnici e Amministratori comunali.

Questa situazione certamente accomuna le Amministrazioni della cosiddetta pianura a quelle della montagna, ma mi sia consentito sottolineare che qui da noi il problema diventa più acuto perché abbiamo, come è noto, piccoli Comuni e piccoli Uffici tecnici.

Usciamo da tre anni di commissariamento ed è ora, come abbiamo già detto, che la Provincia di Belluno intervenga in questo settore introducendo importanti misure di semplificazione nelle procedure e chiedendo ai Comuni di cedere sovranità nell’interesse di un territorio fragile e delicato.

Chiediamo, in particolare, che la Provincia di Belluno istituisca un Ufficio tecnico a servizio delle Amministrazioni comunali, con i risparmi che consentono le economie di scala e le semplificazioni ad imprese e cittadini.

Dietro la burocrazia si annida la corruzione. Regole complicate da una parte consentono la discrezionalità e con essa la corruzione di amministratori e tecnici compiacenti, dall’altra provocano la stasi per mancanza di assunzione di responsabilità.

E tutto ciò crea distorsione nel mercato, perdita di fiducia da parte delle imprese e dei cittadini.

Non ci sono solo i casi più eclatanti: vedi Mose, tanto per citare il malaffare più vicino a noi. Dobbiamo considerare anche la micro-corruzione, che è non meno devastante perché è come l’umidità che penetra nelle strutture e le fa marcire.

Cari Amministratori bellunesi, Vi chiedo dunque di farVi promotori di un processo di semplificazione delle procedure, tramite la Provincia di Belluno, che riguardi il nostro territorio, contribuendo a dare il buon esempio anche nei confronti delle altre Province Venete.

Preoccupiamoci di rendere più bella la nostra Provincia a vocazione turistica, dando anche valore alle costruzioni, prima di tutto sotto il profilo di risparmio energetico e quindi con l’adozione di canoni estetici caratteristici (e qui gli architetti “ della montagna” mi sembra siano già al lavoro) possibilmente, con introduzione di materiali a chilometro zero: il legno e la pietra.

Tutta la documentazione relativa al convegno in parola è possibile acquisirla attraverso il sito www.confartigianatobelluno.eu dove ci sono i dati sull’andamento del Piano Casa: le serie storiche e l’indagine relativa all’ultimo anno.

Confido che questo lavoro sia un aiuto alla riflessione perché non siamo ancora usciti dal tunnel della crisi e, nel Bellunese, forse, non stiamo neanche intravvedendo una luce in fondo al tunnel.

Il dato sensibile di un’inversione di tendenza: per dire che le cose stanno veramente cambiando in meglio, sarà vedere ancora le gru al lavoro.

Giacomo Deon –  presidente di Confartigianato imprese Belluno

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