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Berlusconi e le donne. Maria Teresa Bighi: “il declino continua, fermiamolo!” Finmeccanica: non può essere la politica a nominare i vertici dell’industria

Maria Teresa Bighi
Maria Teresa Bighi

“E’ umiliante, come donna, vedere che perfino in campagna elettorale continua imperterrita la denigrazione della dignità femminile da parte del maggior esponente del PDL”. E’ questo il commento di Maria Teresa Bighi, candidata di Fare per Fermare il Declino, al recente siparietto a sfondo sessuale di Berlusconi con l’impiegata di un’azienda veneta di cui è presidente. “Sono scesa in campo – continua la Bighi – non solo per impegnarmi ad aiutare le aziende e gli operai travolti dalla crisi economica, che non è altro che un aggravante al malgoverno, ma anche per combattere con fermezza questa volgare e immorale mentalità del bunga bunga. Sono donna e madre di tre figlie e mi sento profondamente offesa da questa visione berlusconiana della donna “usa e getta”, basata solamente sull’estetica e non certo sul merito e la competenza. Noi donne non abbiamo bisogno di queste bassezze, desideriamo semplicemente poter operare in un Paese dove vali per quello che sai fare. Spero che Berlusconi sia visto come un errore della storia e non come lo specchio del paese.”

Nel programma di Fare per Fermare il Declino un capitolo riguarda proprio le donne, definite un enorme capitale umano in termini di competenze, diversità, produttività e spirito imprenditoriale. Questi i quattro interventi proposti: ridurre il costo per le imprese attraverso una detassazione del lavoro femminile, favorire la ripresa demografica con interventi fiscali a supporto delle famiglie, aumentare accessibilità, fruibilità e copertura (flessibilità orari, periodo estivo) dei servizi all’infanzia attraverso una maggiore e più razionale spesa pubblica in quest’area, ma soprattutto attraverso il coinvolgimento del settore privato e diffondere efficaci pratiche di conciliazione famiglia-lavoro, quali tele-lavoro, part-time, flessibilità e banche ore, e il ricorso alla contrattazione aziendale di secondo livello per consentirne l’utilizzazione.

“Mi appello a tutte le donne – conclude la Bighi – perché al momento del voto abbiano uno

scatto di dignità personale e vogliano cancellare la denigrazione che quotidianamente subiscono a causa di un uomo che vergognosamente ha approfittato del proprio ruolo e del proprio compito istituzionale.”

 

Caso Finmeccanica: non può essere la politica a nominare i vertici dell’industria

Più mercato e più concorrenza. Meno pianificazione, meno rendite, meno gestioni para-pubbliche. In sintesi, meno Stato. Ecco la ricetta di Fare per Fermare il Declino

Il quarto dei dieci punti del programma di Fare per Fermare il Declino si intitola “concorrenza” e sostiene la necessità di liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente concorrenziali (trasporti, energia, poste, telecomunicazioni, editoria, banche, ecc.) e di privatizzare le imprese pubbliche. Per il partito di Giannino dovrebbe essere addirittura inserito nella Costituzione il principio della concorrenza, come metodo di funzionamento del sistema economico, contro privilegi e monopoli di ogni sorta.

“Gli scandali di questi giorni, da MPS a Finmeccanica, dimostrano chiaramente che la politica italiana condiziona negativamente la vita economica di importanti società e gruppi industriali”, afferma Maria Teresa Bighi, candidata bellunese di Fare per Fermare il Declino. “La designazione di Orsi a capo di Finmeccanica, ad esempio, è stata fatta su indicazione della Lega Nord. Ma non è accettabile che i vertici di società che fatturano più di un miliardo di euro vengano nominati dalla politica in base a criteri clientelari. Per questo si impone una drastica politica di liberalizzazioni e privatizzazioni, come da noi proposto nei 10 punti del programma di Fare.

“E allora, proprio adesso che ci avviciniamo al voto, alla possibilità cioè di cambiare veramente le regole della politica, dobbiamo chiederci: è giusto continuare con questo sistema che inquina la vita pubblica e privata oppure è giunto il momento di fermare il declino? Esiste in Italia la volontà di tagliare con il passato e proporre uno sviluppo basato su regole precise e chiare? Ecco, io credo che questo bisogno sia molto sentito e lo straordinario successo che sta avendo il nostro movimento, nato pochi mesi fa, ne è la chiara dimostrazione.”

“Inoltre, nel nostro programma abbiamo voluto dare importanza alla partecipazione popolare e alla trasparenza dei dati e delle informazioni. Tutta la campagna elettorale è autofinanziata, in quanto siamo contrari al finanziamento pubblico dei partiti coma sancito dal referendum. Infine ci siamo battuti per adottare il vincolo dei due mandati parlamentari e il divieto di cumulo delle cariche pubbliche e politiche”, conclude la candidata bellunese.

Prossimi appuntamenti

Il movimento di Giannino presenta quattro candidati bellunesi nelle circoscrizioni venete Questi i prossimi incontri sul territorio:

Ven 15 febbraio: Sedico h 23:00 Sala Palazzo dei Servizi – presentazione del programma di FARE e dei candidati del territorio bellunese;

Sab 16 febbraio: Belluno h 10:30 Sala Bianchi (ex segherie) V.le Fantuzzi – Incontro con ALESSANDRO DE NICOLA co-fondatore di FARE

Sab 16 febbraio: Puos d’Alpago h 18:00 Albergo Alpago – presentazione del programma di FARE e dei candidati del territorio bellunese.

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